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Cervello giovane con tre caffè al giorno

Il consumo quotidiano di 260 mg di caffeina previene il declino cognitivo

Per mantenere il cervello in forma basta consumare tre tazzine di caffè al giorno. L’assunzione quotidiana di circa 260 milligrammi di caffeina aiuta, infatti, a prevenire la demenza e il declino cognitivo nelle donne. Lo sostiene un team di studiosi americani diretto da Ira Driscoll, della University of Wisconsin-Milwaukee, in una ricerca pubblicata sulla rivista The journals of gerontology, series a: biological sciences and medical sciences.

 

“Le crescenti prove del fatto il consumo di caffeina sia un fattore potenzialmente protettivo contro il declino cognitivo sono interessanti, dato che il caffè è anche un elemento della dieta facilmente modificabile e che presenta pochissime controindicazioni – spiega il dottor Driscoll -. Ciò che rende unico questo studio è che abbiamo avuto un'opportunità senza precedenti: ossia quella di esaminare la relazione esistente tra l'assunzione di caffeina e l’incidenza della demenza in un campione ampio e ben definito di donne”.


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Nel corso della ricerca, gli autori hanno monitorato le abitudini e le capacità cognitive di 6.467 donne di età superiore ai 65 anni. Le partecipanti sono state seguite per un periodo di dieci anni, durante il quale sono stati diagnosticati 388 casi di demenza. Al termine dell’indagine, gli scienziati hanno rilevato l’esistenza di un’associazione tra il consumo di caffè e la prevenzione del declino cognitivo. Nello specifico, hanno osservato che le donne che assumevano 261 milligrammi di caffeina al giorno - pari a circa tre tazzine di espresso o a cinque tazze da 200 ml di tè nero – correvano un rischio di sviluppare la demenza inferiore del 36% rispetto a quelle che ne consumavano 64 milligrammi al giorno - che equivale più o meno a un espresso, il cui contenuto di caffeina varia da un minimo di 47 a un massimo di 75 mg.

 

“Anche se non possiamo fare un collegamento diretto tra un maggiore consumo di caffeina e una minore incidenza del declino cognitivo e della demenza, ulteriori studi potrebbero permetterci di quantificare meglio il rapporto esistente tra caffeina e salute mentale – osserva l’esperto -. La ricerca in questo settore potrebbe arrecare dei vantaggi non solo in termini di prevenzione, ma potrebbe anche migliorare la comprensione dei meccanismi sottostanti e del loro coinvolgimento nella demenza e nel deterioramento cognitivo”.

 

Foto: © Africa Studio - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 01/12/2016