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Presto infermieri-robot in sala operatoria

Aiuteranno gli umani a svolgere compiti ripetitivi e precisi in situazioni di stress

In futuro l’assistenza in sala operatoria potrebbe essere fornita da infermieri-robot. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Robotics and AI dai ricercatori del Politecnico di Milano e dell’Università di Tecnologia di Delft (Paesi Bassi). Secondo gli scienziati, androidi capaci d’imitare il comportamento umano potrebbero cooperare efficacemente con le persone in situazioni di stress elevato, come durante gli interventi chirurgici.

 

Gli studiosi hanno fotografato una persona impegnata nello svolgimento di numerosi movimenti, che imitavano il modo in cui vengono consegnati gli strumenti a un chirurgo all’interno della sala operatoria. Queste immagini sono state caricate nella rete neurale di un braccio robotico, che è stato indotto da un operatore umano a riprodurre i movimenti eseguiti in precedenza dal soggetto umano. Anche se le azioni robotiche e quelle umane non erano perfettamente sovrapponibili, sono risultate sostanzialmente simili

 

Successivamente, i movimenti del robot sono stati osservati con attenzione da molte persone, che avevano il compito di giudicare se queste azioni fossero “biologicamente ispirate”. Dovevano cioè valutare se le reti neurali dell’androide avessero effettivamente imparato a imitare il comportamento umano. Nel 70% dei casi gli osservatori hanno ritenuto che fosse così. I risultati ottenuti, secondo gli autori, sono promettenti, anche se sono necessarie ulteriori ricerche per confermarne la validità. 

 

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Gli scienziati sono convinti che un giorno persone e robot potranno lavorare insieme durante situazioni impegnative, come gli interventi chirurgici, migliorandone la sicurezza. In queste situazioni, infatti, la tecnologia può offrire un valido aiuto, perché a differenza degli umani i robot non si stancano e possono compiere una serie infinita di movimenti precisi. L'obiettivo, precisano gli esperti, non è quello di rimuovere le competenze umane dalla sala operatoria, ma d’integrarle con le specifiche capacità e i vantaggi offerti dalla robotica.

 

“Sono convinta che i collaboratori robotici potranno modificare profondamente il mercato del lavoro, ma non ruberanno opportunità d’impiego – afferma la dottoressa Elena De Momi, che ha diretto lo studio -. Serviranno soltanto a ridurre il carico di lavoro e a ottenere prestazioni migliori in diversi compiti, dalla medicina alle applicazioni industriali”.

 

Foto: © Kadmy - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 28/10/2016