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Chi fa lunghi sbadigli è più intelligente

La durata dello sbadiglio è influenzata dalle dimensioni del cervello e dal numero dei neuroni presenti al suo interno

Chi fa lunghi sbadigli potrebbe essere più intelligente. La durata di questo fenomeno fisiologico, infatti, potrebbe rappresentare un segnale delle facoltà cognitive dei mammiferi. Lo sostengono i ricercatori della State University of New York di Oneonta (Usa) in uno studio pubblicato sulla rivista Biology Letters. Gli autori evidenziano, in particolare, che la lunghezza dello sbadiglio dipende dal peso del cervello e dal numero di neuroni corticali, non dalle dimensioni corporee di chi lo produce.

 

Nel corso della ricerca, gli scienziati hanno analizzato i dati raccolti da un’indagine precedente condotta su 29 mammiferi, che aveva misurato il peso del cervello di tutti gli animali coinvolti. Hanno poi esaminato diversi filmati che ritraevano 177 mammiferi, appartenenti a 24 specie diverse, intenti a sbadigliare. Hanno così potuto valutare la durata di 205 sbadigli, che è stata confrontata con i valori ottenuti dalle misurazioni cerebrali.

 

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Al termine dell’analisi, hanno scoperto che la durata media degli sbadigli degli esseri umani è di quasi sette secondi, quella degli elefanti di sei, quella di cammelli e scimpanzé di circa cinque. Infine, gli sbadigli più brevi sono quelli dei topolini, che durano soltanto 0,8 secondi. L’indagine ha permesso di scoprire che la durata dello sbadiglio è influenzata dal peso del cervello e dal numero dei neuroni presenti nello strato cerebrale esterno, mentre non è correlata alle dimensioni del corpo. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che la durata dello sbadiglio dei primati tende a essere più lunga e variabile rispetto a quella degli altri mammiferi. 

 

Secondo gli autori, gli sbadigli di gorilla, cavalli ed elefanti risultano più brevi di quelli delle persone, perché il loro cervello è più piccolo di quello umano. “È importante sottolineare che, né la dimensione del corpo né la struttura anatomica di cranio e mandibola sono responsabili della durata dello sbadiglio – spiegano gli autori -, perché quello dei gorilla, dei cammelli, dei cavalli, dei leoni, dei trichechi e degli elefanti africani è mediamente più breve d quello degli esseri umani”.

 

Foto: © majivecka - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 07/10/2016