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Tumori al cervello, la lotta passa dal colesterolo

Impedire al cancro di 'rubarlo' alle altre cellule cerebrali potrebbe aiutare a farlo regredire

Combattere i tumori al cervello bersagliando il colesterolo: la proposta arriva dalle pagine di Cancer Cell, sulle quali un gruppo internazionale di ricercatori coordinato da Paul Mischel, esperto del Dipartimento di Patologia della Scuola di Medicina dell'Università della California di San Diego, ha pubblicato i risultati di studi secondo cui questo approccio sarebbe efficace quantomeno nei topi.

 

Gli studi in questione concentrano l'attenzione sul glioblastoma, il tumore cerebrale più diffuso e più aggressivo. Sconfiggerlo è difficile anche perché eventuali farmaci incontrano difficoltà a superare la barriera ematoencefalica e passare, così, dal sangue al cervello. Una nuova molecola identificata da Mischel e collaboratori e sperimentata sui topi sembra però riuscire a sorpassare questa barriera e a promuovere la morte delle cellule tumorali, la riduzione delle dimensioni del tumore e l'aumento della sopravvivenza degli animali, il tutto senza compromettere la salute delle cellule sane.

 

Il suo effetto è mediato dalla riduzione del colesterolo assunto dalle cellule di glioblastoma. Ricerche precedenti hanno infatti svelato che non potendo sintetizzarlo le cellule di glioblastoma assumono il colesterolo da altre cellule cerebrali (gli astrociti), che invece ne producono in abbondanza. Rispetto a queste ultime, però, le cellule di glioblastoma non possiedono i meccanismi necessari per bloccare l'assunzione di colesterolo quando ne hanno a disposizione quantità sufficienti; la molecola sperimentata da Mischel e colleghi sui topi riesce a riattivare questi meccanismi, privando le cellule tumorali di un nutriente di cui hanno bisogno e portandole, così, a morire.

 

“La strategia ha funzionato su ogni singolo glioblastoma che abbiamo analizzato e anche su altri tipi di tumori che avevano formato delle masse nel cervello”, ha raccontato Mischel, anticipando che questo approccio potrebbe essere ulteriormente migliorato utilizzando anche altre molecole attualmente in via di sviluppo o in fase precoce di sperimentazione.

 

Foto: © ap_i - Fotolia.com

di s.s.
Pubblicato il 29/06/2018