Logo salute24

Individuato l’ormone responsabile dell’obesità

Si chiama Adamts1 e favorisce la maturazione delle cellule adipose

Identificato un ormone che favorisce lo sviluppo dell’obesità. Si tratta di Adamts1, una sostanza rilasciata dalle cellule adipose mature, che induce le staminali a differenziarsi in cellule di grasso. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Science Signaling dai ricercatori della Stanford University School of Medicine di Stanford (Usa), coordinati da Brian J. Feldman, che afferma: “Intuitivamente, le persone si rendono conto che quando si mangia molto, si tende maggiormente a ingrassare. Mentre s’ingerisce il cibo, alcuni segnali comunicano al corpo di accumulare più grasso. Prima non sapevamo cosa determinasse questo processo, ma la nostra ricerca ci ha permesso di scoprire i passaggi intermedi che lo compongono”. 

 

Gli studiosi americani hanno osservato che le cellule adipose mature normalmente rilasciano l’ormone Adamts1. Questo, a sua volta, favorisce la maturazione delle cellule di grasso localizzate nelle vicinanze, aumentandone la capacità d’immagazzinare lipidi. In che modo? Inviando segnali che spingono ad accumulare più grasso. In particolare, Adamts1 avrebbe la capacità d’indurre le cellule staminali presenti nei depositi di grasso, che si trovano nell’organismo, a differenziarsi in cellule adipose.

 

Leggi anche: Obesità, rischio più alto per chi nasce con parto cesareo

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno anche scoperto che la produzione di quest’ormone cresce in due circostanze: quando aumenta la presenza di cortisolo, noto come l’“ormone dello stress”, e quando si segue una dieta ricca di grassi. Dopo aver condotto una serie di esperimenti sui topi e sugli umani, gli scienziati hanno, infatti, constatato che lo stress e un’alimentazione ipercalorica stimolano la produzione di Adamts1, aumentando il rischio di sviluppare l’obesità.

 

Secondo gli scienziati, Adamts1 potrebbe non essere l’unico ormone capace di promuovere la maturazione delle cellule di grasso. Tuttavia, ritengono che sia uno dei più importanti. “Potrebbe esserci un gruppo di regolatori – conclude il dottor Feldman -, ma la potenza di Adamts1 suggerisce che si tratta di un segnale dominante, di un attore primario”.

 

Foto: © Michael Nivelet - Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 08/11/2016

potrebbe interessarti anche: