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Broccoli e soia, contengono molecola che rallenta l’invecchiamento

Il composto influisce sulla capacità delle cellule di produrre energia

Una molecola presente in broccoli, cavoli, soia e avocado avrebbe la capacità di rallentare l’invecchiamento. La sostanza, chiamata Nmn (nicotinamide mononucleotide), sarebbe infatti in grado di compensare il calo di produzione di energia da parte delle cellule. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Cell Metabolism dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St.Louis (Usa), secondo cui il composto potrebbe contrastare il graduale aumento di peso, la perdita di sensibilità all'insulina e la diminuzione delle funzionalità fisiche che si verificano in età avanzata.

 

Gli effetti anti-aging di Nmn sarebbero dovuti alla sua capacità di aumentare i livelli di Nad (nicotinamide adenina dinucleotide), un composto fondamentale per l'approvvigionamento energetico delle cellule, la cui presenza diminuisce con il passare degli anni. Studi precedenti avevano provato ad accrescerne le concentrazioni nei tessuti dei topi anziani somministrandola direttamente, ma non erano riusciti nell’impresa. Gli scienziati americani hanno invece scoperto che è possibile influenzarne la quantità presente in sangue e tessuti attraverso l’impiego della molecola Nmn.

 

Sono giunti a questa conclusione dopo aver somministrato Nmn, sciolta nell’acqua potabile, a un gruppo di topi anziani. L’esperimento ha dimostrato che meno di tre minuti dopo che i roditori avevano bevuto, il composto era già presente nel loro sangue e, successivamente, è stato convertito in Nad all’interno di diversi tessuti organici. Successivamente, i ricercatori hanno condotto un secondo esperimento, per verificare gli effetti a lungo termine della somministrazione di Nmn negli animali. Hanno suddiviso alcuni topi dell’età di cinque mesi in tre gruppi: il primo ha ricevuto una dose elevata di Nmn nell’acqua, il secondo una quantità ridotta, mentre il terzo non ne ha avuto. Il loro stato fisiologico è stato monitorato ogni tre mesi fino a quando i topi hanno raggiunto i 17 mesi.

 

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Al termine dell’esperimento, hanno osservato che l’assunzione di Nmn non aveva influito sui topi giovani, ma aveva determinato numerosi effetti benefici in quelli anziani. Aveva, infatti, influito positivamente sulla struttura muscolo-scheletrica, aveva migliorato la funzionalità epatica, accresciuto la densità ossea, rafforzato la vista, incrementato la sensibilità all'insulina, potenziato le difese immunitarie, mantenuto stabile il peso corporeo e aumentato i livelli di attività fisica. Secondo gli esperti, l’assunzione di Nmn non ha avuto effetto sui topi giovani perché il loro metabolismo energetico cellulare funziona correttamente. I benefici iniziano a presentarsi quando i livelli di Nad nel sangue e nei tessuti iniziano a diminuire.

 

“Abbiamo scoperto un modo per rallentare il declino fisiologico associato all’invecchiamento nei topi - afferma Shin-Ichiro Imai, che ha diretto lo studio -. Questo significa che dopo il trattamento i topi anziani hanno un metabolismo e livelli energetici simili a quelli dei topi più giovani. Dal momento che le cellule umane si fondano su questo stesso processo di produzione dell’energia, siamo fiduciosi che la scoperta si tradurrà in un metodo per aiutare le persone a restare sane durante il processo d’invecchiamento”.

 

Foto: © tashka2000 - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 31/10/2016