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A che età il primo figlio? È scritto nel Dna

La genetica indica anche quanti bambini si daranno alla luce

Nel Dna è scritta l’età in cui una persona avrà il primo figlio e il numero di bimbi che metterà al mondo. Lo sostiene un team internazionale di ricercatori coordinato da Melinda C. Mills, dell'Università di Oxford (Regno Unito), in uno studio pubblicato sulla rivista Nature Genetics. Secondo gli scienziati, il comportamento riproduttivo umano sarebbe influenzato, oltre che dalle scelte individuali, anche da 12 regioni del Dna. La scoperta, a loro avviso, potrebbe contribuire a migliorare il trattamento dell'infertilità.

 

“Per la prima volta sappiamo dove trovare le aree del Dna collegate al comportamento riproduttivo – spiega la dottoressa Mills -. Per esempio, abbiamo scoperto che le donne portatrici di varianti che inducono a rinviare la maternità hanno anche un profilo genetico associato a un’insorgenza successiva di menarca e menopausa. Un giorno la conoscenza di questi dati potrà permettere ai medici di rispondere alla domanda chiave: ‘Quanto tempo si può ancora aspettare?’”.

 

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Per individuare l’esistenza di un collegamento tra il Dna e l'età del primo concepimento, gli studiosi hanno esaminato le informazioni genetiche di 251.151 uomini e donne. Inoltre, per identificare un legame tra genetica e numero di figli messi al mondo, hanno analizzato il genoma di 343.072 persone di entrambi i sessi. Al termine dell’indagine, hanno identificato 12 aree del Dna correlate al comportamento riproduttivo. In particolare, le varianti di queste specifiche regioni genetiche sarebbero in grado di prevedere, con una precisione inferiore all'1%, il momento in cui gli uomini e le donne daranno alla luce il primo figlio e il numero di bambini che metteranno al mondo. Gli esperti precisano che anche se questa percentuale sembra estremamente bassa, potrebbe essere usata per predire in modo accurato se una donna non diventerà mai madre. Inoltre, potrebbe servire a incrementare l’efficacia dei trattamenti per l’infertilità.

 

La ricerca ha evidenziato che le 12 aree del Dna sono correlate anche con altri fattori che caratterizzano lo sviluppo sessuale o riproduttivo. Per esempio, possono aiutare a calcolare l'età della prima mestruazione e della menopausa nelle donne, oppure quella in cui i maschi cambiano la voce. Secondo gli autori, i risultati dello studio evidenziano quindi l’esistenza di un legame tra genetica e riproduzione umana. Tuttavia, non bisogna scordare che la decisione di mettere al mondo dei figli e di quando farlo dipende da molteplici fattori.  “È importante analizzare i risultati ottenuti secondo una prospettiva corretta – conclude l’esperta -, perché avere dei figli continua a dipendere in modo più forte da fattori ambientali e sociali, che svolgono un ruolo maggiore nella scelta di avere dei figli e di quando farlo”.


Foto: © vasiliystepanov - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 09/11/2016

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