Logo salute24

Demenza, rischio aumenta tra gli sfollati

Chi viene allontanato da casa dopo un terremoto ha maggiori probabilità di andare incontro al declino cognitivo

Il rischio di declino cognitivo è più alto tra gli sfollati. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Pnas dai ricercatori dell’Harvard T. H. Chan School of Public Health di Boston (Usa) e della Tohoku University Graduate School of Dentistry di Sendai (Giappone). Secondo gli autori, gli anziani che in seguito a una calamità naturale vengono allontanati dalle loro case e dai loro vicini, corrono un rischio maggiore di sviluppare la demenza rispetto a quelli che possono restare nelle proprie abitazioni. 

 

L’indagine ha coinvolto 3.556 ultrasessantacinquenni sopravvissuti allo tsunami che si è verificato in Giappone nel 2011. In particolare, i partecipanti risiedevano nella città costiera di Iwanuma, che si trova a circa 80 chilometri a est dall'epicentro del terremoto, che è stata in buona parte inondata dall’acqua. La peculiarità di questo studio è che i volontari erano stati intervistati sette mesi prima del disastro, quando avevano preso parte a uno studio sull’invecchiamento, chiamato Japan gerontological evaluatio study (Jages). Gli autori ne hanno poi verificato le condizioni cognitive a distanza di due anni e mezzo dallo tsunami.

 

Leggi anche: Demenza, affligge quasi 47 milioni di persone

 

La ricerca ha evidenziato che molti anziani erano stati costretti ad abbandonare le proprie case in seguito alla calamità, mentre gli altri erano potuti restare nelle proprie abitazioni. Inoltre, il 38% dei partecipanti aveva perso parenti e amici durante la calamità, mentre il 58,9% aveva subito dei danni. Prima dello tsunami il 4,1% dei partecipanti mostrava sintomi di demenza, mentre dopo due anni e mezzo dal disastro la percentuale è salita all’11,5%. La prevalenza dell’ictus fra la popolazione osservata è passata dal 2,8% al 6,5%, mentre quella dell’ipertensione è passata dal 54% al 57,2%. Infine, la percentuale di persone che non avevano contatti con i vicini è quasi raddoppiata, passando dall’1,5% al 2,9%.

 

I livelli più elevati di declino cognitivo sono stati riportati dagli anziani che avevano perso la propria dimora a causa dello tsunami. Secondo gli esperti, non abitare più nella propria casa e non avere più contatti con i vicini potrebbe aver accelerato l’insorgere della demenza. La perdita di familiari e amici, invece, non avrebbe influito sullo stato cognitivo degli anziani. “In seguito ai disastri, la maggior parte delle persone si concentrano sui problemi di salute mentale come il disturbo da stress post-traumatico - osserva Hiroyuki Hikichi, che ha diretto la ricerca -. Ma il nostro studio suggerisce che anche il declino cognitivo è un problema importante. Sembra che il trasferimento in un rifugio temporaneo dopo una calamità possa avere l'effetto indesiderato di separare le persone, non solo dalle loro case, ma anche dai loro vicini. Ed entrambi questi fattori possono accelerare il declino cognitivo tra le persone vulnerabili”.

 

Foto: © Mopic – Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 27/01/2017

potrebbe interessarti anche: