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Esercizio fisico: protegge dai danni associati a una settimana di stravizi

Previene l’infiammazione dei tessuti adiposi

Praticare uno sport protegge dai danni alla salute causati da una settimana di stravizi alimentari. In particolare, aiuta a tenere sotto controllo la glicemia e l’infiammazione dei tessuti adiposi. Lo affermano i ricercatori dell’Università del Michigan di Ann Arbor (Usa) in uno studio presentato durante il convegno dell’American physiological society (APS) “Integrative Biology of Exercise VII meeting”, che si è tenuto dal 2 al 4 novembre a Phoenix (Usa).

 

Gli autori hanno chiesto a quattro adulti magri, che praticavano regolarmente un’attività fisica, di assumere per una settimana il 30% di calorie in più rispetto alla norma. Durante questo breve periodo, i partecipanti sono stati invitati a continuare ad allenarsi come al solito – generalmente svolgevano almeno 150 minuti di esercizio aerobico per sei giorni a settimana. Prima dell’inizio e al termine dell’esperimento, gli studiosi hanno misurato la tolleranza al glucosio e il grasso addominale dei quattro soggetti. Hanno così scoperto che l’attività fisica aveva protetto i partecipanti dalle conseguenze negative di una settimana di stravizi. In particolare, aveva permesso di mantenere sotto controllo la tolleranza al glucosio e non aveva consentito l’incremento dei livelli d’infiammazione nel tessuto adiposo addominale dei partecipanti. 

 

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“I nostri risultati preliminari suggeriscono che dopo una settimana di sovralimentazione, le persone sedentarie mostrano un aumento degli indicatori dell’infiammazione (come la proteina C-reattiva e la molecola pJNK/JNK) – spiega Alison C. Ludzki, che ha diretto lo studio -. Il consumo eccessivo di cibo non ha invece aumentato i livelli delle proteine pro-infiammatorie nel tessuto adiposo di chi ha svolto l’esercizio fisico. La nostra ricerca conferma quindi il ruolo protettivo dell’attività fisica nella risposta metabolica del tessuto adiposo durante brevi periodi di sovralimentazione”.

 

Foto: © Deklofenak - Fotolia.com

di n.c.
Pubblicato il 28/03/2018

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