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Gravidanza, cosa fare quando si aspettano dei gemelli?

Alimentazione, attività fisica e controlli: ecco come comportarsi

Anche in Italia affrontare una gravidanza che porterà alla nascita di fratelli gemelli è sempre più frequente. Dati risalenti al 2013 parlano di un aumento delle gravidanze gemellari del 25% in vent'anni, e secondo i dati messi a disposizione dal Ministero della Salute nel 2005 circa 1 parto su 77 corrispondeva alla nascita di più di un bimbo.

 

Ad aumentare la probabilità di diventare mamma di fratelli gemelli sono diversi fattori, dalla predisposizione familiare al ricorso di trattamenti per aumentare la fertilità, passando per caratteristiche specifiche della donna come l'età (che se superiore ai 30 anni aumenta la probabilità di gravidanze gemellari) e il peso (l'obesità, infatti, è associata a una maggiore probabilità di concepire dei gemelli). Scoprire di aspettare più di un bambino é semplice: basta sottoporsi ad un'ecografia, che oltre a permettere di visualizzare quanti feti sono presenti nel pancione consente anche di avvertire il battito di tutti i loro cuoricini. Inoltre in caso di gravidanza multipla è possibile avere a che fare con sintomi almeno in parte diversi rispetto a quelli sperimentati da una donna che aspetta un solo bambino, come maggiori fastidi al seno, nausee più intense e un aumento di peso più rapido già nel primo trimestre di gestazione. Tutto ciò significa doversi comportare in modo diverso rispetto a quanto raccomandato nel caso in cui si sia in attesa di un solo bambino?

 

In effetti le gravidanze gemellari sono esposte a un maggior rischio di complicazioni. In particolare, quando si aspetta più di un bambino è più probabile dover affrontare un parto pretermine (cioè prima della 37ma settimana di gestazione) e, quindi, che i bambini nascano sottopeso o che abbiano a che fare con problemi di respirazione e di controllo della temperatura. Inoltre è più probabile che si debba procedere con un taglio cesareo, ma non solo. Infatti le gravidanze multiple sono associate anche a un maggior rischio di complicanze come aborto, anemia, diabete gestazionale, preeclampsia, quantità eccessive di liquido amniotico ed emorragie post partum. I problemi potrebbero però essere anche altri. Per questo è fondamentale seguire scrupolosamente le indicazioni del proprio medico.

 

In particolare, potrebbe essere necessario sottoporsi a più visite rispetto a quelle previste nel caso i una gravidanza singola. Inoltre potrebbe essere necessario assumere dei medicinali, soprattutto quando si tratta di una gravidanza a rischio elevato. Non è invece necessario seguire una dieta particolare: come durante tutte le altre gravidanze è importante garantirsi un'alimentazione varia ed equilibrata, ricca di proteine, ferro, calcio e acido folico, assumendo integratori solo quando raccomandato dal medico e facendo attenzione ai cibi considerati pericolosi, come il pesce crudo o quello potenzialmente contaminato da mercurio, i salumi e la frutta e verdura non opportunamente lavate.

 

Per quanto riguarda, infine, l'attività fisica, nelle fasi più avanzate della gravidanza potrebbe essere necessario ridurla; inoltre in alcuni casi potrebbe essere necessario il riposo a letto o limitare viaggi e impegni lavorativi. Ogni donna, però, è un caso a sé, e se in generale sono raccomandati 30 minuti di attività fisica al giorno, non tutti i tipi di esercizio sono ugualmente adatti a una donna incinta e non tutte le donne possono mantenersi ugualmente attive. Per questo anche da questo punto di vista è bene attenersi alle indicazioni del proprio medico.

 

Foto: Pixabay 

di s.s.
Pubblicato il 16/02/2017