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Addio a Umberto Veronesi: una vita dedicata alla lotta contro il cancro

Era conosciuto in tutto il mondo per aver sviluppato la quadrantectomia

È morto il professor Umberto Veronesi, chirurgo e oncologo che ha dedicato la vita alla lotta contro il cancro. Si è spento a Milano, la città in cui è nato nel 1925 e dove ha trascorso la sua esistenza, alle soglie dei 91 anni, che avrebbe compiuto il prossimo 28 novembre. Sarà ricordato per i suoi successi nell’ambito della cura del carcinoma alla mammella, per il suo impegno sul fronte dell'umanizzazione delle cure e per la battaglia condotta per istituzionalizzare gli screening di massa e per sensibilizzare la popolazione sull'importanza della prevenzione.

 

Ricerca – Poco tempo dopo aver conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia nel 1952, Veronesi è entrato a far parte, come volontario, dell'Istituto nazionale dei tumori di Milano, di cui è stato direttore scientifico dal 1976 al 1994. Fin dall’inizio ha deciso di occuparsi della cura del carcinoma alla mammella e, nel corso degli anni, ha messo in atto la rivoluzione del “bisturi gentile”: ha sviluppato la quadrantectomia, una tecnica chirurgica conservativa che, in combinazione con la radioterapia, permette di asportare soltanto il tumore e, pertanto, di salvare il seno. Ha quindi testato l’efficacia di questa tecnica durante uno studio condotto tra il 1973 e il 1980 su 701 donne affette da tumore al seno di piccole dimensioni. La sperimentazione era diretta a confrontare gli effetti della quadrantectomia e della mastectomia - una procedura che prevede la completa asportazione del seno. Al termine dell’indagine, ha dimostrato che le due tecniche assicuravano probabilità di guarigione sovrapponibili, ma in più la quadrantectomia salvaguardava  la qualità della vita delle pazienti. Successivamente, il professore ha continuato a battersi per la “via conservativa”. In quest’ottica ha messo a punto la biopsia del linfonodo sentinella, che evita la dissezione ascellare nei casi in cui i linfonodi sono sani. Inoltre, ha sviluppato l’idea della radioterapia intraoperatoria, che si esaurisce in una sola seduta, durante l'intervento stesso. 

 

Impegno nella comunità scientifica – Durante la sua carriera, Veronesi ha contribuito alla nascita di diversi enti. Nel 1965 ha fondato l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), volta a promuovere la ricerca oncologica italiana. Nel 1982 ha istituito la Scuola europea di oncologia (Eso), che punta a migliorare gli standard di trattamento del cancro, allo scopo di ridurre la mortalità tra i malati. Nel 1991 ha fondato l'Istituto europeo di oncologia (Ieo), che si propone di raggiungere l’eccellenza nel campo della prevenzione, della diagnosi e della cura dei tumori attraverso lo sviluppo della ricerca clinico-scientifica e l’innovazione organizzativa e gestionale. Veronesi è stato direttore scientifico dell’Ieo dal 1994 al 2000 e, successivamente, dal 2001 al 2014. Inoltre, grazie al supporto del professore, nel 1994 è nata Europa Donna, un movimento europeo che rappresenta i diritti delle donne affette da tumore al seno. Nel 2003 ha istituito la Fondazione Umberto Veronesi, che sostiene e promuove la ricerca e la divulgazione scientifica. Infine, a lui si deve la nascita della “Giornata per la ricerca sul cancro”, che informa la cittadinanza sui risultati ottenuti dalla ricerca sul cancro e sull’importanza di sostenerla.

 

Politica – L’impegno di Veronesi ha riguardato anche l’ambito politico. Nel 1993 fu nominato dal Ministro della Sanità, Raffaele Costa, membro della Commissione nazionale incaricata di redigere un piano contro le malattie tumorali. Nel 1998 ha fatto parte della Commissione che doveva giudicare gli effetti della cura oncologica denominata “terapia Di Bella”. Dal 25 aprile 2000 all'11 giugno 2001 ha ricoperto l’incarico di Ministro della Sanità nel governo Amato II, e durante il suo mandato si è battuto per l’approvazione di una legge antifumo, che è stata poi varata dal suo successore Girolamo Sirchia. Infine, dal 2008 al 2011 è stato senatore per il Partito Democratico.

 

Battaglie civili – Veronesi si è espresso a favore dell'eutanasia e del diritto di esprimere la propria volontà sul trattamento medico, attraverso il consenso informato e il testamento biologico. Inoltre, ha sostenuto l’uso della pillola abortiva Ru486 e la legalizzazione della cannabis e il suo impiego per scopi terapeutici. Infine, nel 2009 ha promosso l’attuazione del progetto “Science for peace”, che punta a ridurre le spese militari per incrementare gli investimenti nella ricerca e nella realizzazione di progetti pacifici.

di Nadia Comerci
Pubblicato il 09/11/2016