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Farmaci attraverso la pelle? Con il plasma è più semplice

Studio giapponese apre la strada a nuove somministrazioni per via transdermica

Cosa succederebbe se tutti i farmaci potessero essere assunti attraverso la pelle? Non sarebbe più necessario sopportare iniezioni dolorose, né scendere a patti con il rischio di infezioni ad esse potenzialmente associate. E anche i possibili effetti collaterali dell'assunzione per via orale verrebbero meno. Oggi un nuovo studio che arriva dal Giappone aumenta le speranze che un giorno tutto ciò possa trasformarsi in realtà. Un gruppo di ricercatori della Shizuoka University ha infatti dimostrato che utilizzando il plasma come interfaccia di interazione con la pelle è possibile ridurne l'impermeabilità, aumentando la possibilità di somministrare diverse molecole per via transdermica.

 

In effetti oggi a limitare il ricorso a questo tipo di somministrazione è proprio la naturale funzione di barriera svolta dalla pelle. Lo studio dei ricercatori giapponesi, condotto su modello animale, dimostra che il plasma (uno stato della materia in grado di condurre l'elettricità) riesce a ridurre tale funzione di barriera. In particolare, i ricercatori si sono concentrati sugli effetti microscopici dell'uso del microplasma, che – ha spiegato M. Blajan alla 63ma edizione dell'International Symposium and Exhibition dell'AVS (società multidisciplinare membro dell'American Institute of Physics) svoltasi a Nashville, negli Stati Uniti – sarebbe associato a danni fisici limitati.

 

Questi risultati potrebbero aiutare a sviluppare un metodo per la somministrazione dei farmaci più efficace.

 

Foto: Pixabay 

di red.
Pubblicato il 19/03/2018

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