Logo salute24

Gravidanza, presto ecografia sostituita da immagini 3D

La nuova tecnica permetterà di visualizzare anche gli organi interni del nascituro

In futuro non si farà più ricorso all’ecografia per osservare lo sviluppo del feto all’interno del grembo materno. Questo metodo, infatti, potrebbe essere sostituito da una nuova tecnica che sfrutta la realtà virtuale per offrire immagini tridimensionali e consente, inoltre, di ascoltare il battitto cardiaco del nascituro. Lo hanno annunciato gli scienziati della Clinica de Diagnostico por Imagem di Rio de Janeiro (Brasile), che presenteranno i risultati della loro ricerca durante il Convegno annuale della Società di Radiologia del Nord America, che si svolgerà a Chicago (Usa) dal 27 novembre al 2 dicembre.

 

I ricercatori hanno messo a punto una tecnica che combina risonanza magnetica e realtà virtuale, per fornire immagini tridimensionali capaci di riprodurre persino gli organi interni del nascituro. La nuova tecnologia potrebbe, quindi, sostituire l’ecografia, che risulta più difficile da interpretare. “Crediamo che queste immagini creeranno una nuova esperienza per i genitori che seguono lo sviluppo del bambino non ancora nato – spiega Heron  Werner Jr., che ha coordinato lo studio -. I modelli 3D combinati con le tecnologie immersive della realtà virtuale possono migliorare la nostra comprensione delle caratteristiche anatomiche del feto, per cui possono essere utilizzati per scopi didattici e per consentire ai genitori di osservare il nascituro”.

 

Leggi anche: Partorire dopo i 35 anni rafforza la memoria

 

La tecnica sfrutta le immagini ottenute con la risonanza magnetica per creare una ricostruzione in 3D che comprende anche utero, cordone ombelicale e placenta. Inoltre, l’impiego delle cuffie Oculus Rift consente di ascoltare il battitto cardiaco del nascituro. Grazie a questo metodo, i medici potranno analizzare l'anatomia fetale in 3D e controllare la presenza di eventuali anomalie. Per ottenere le immagini, gli utenti dovranno semplicemente muovere la testa.

 

“L'esperienza con Oculus Rify è stata meravigliosa - aggiungea il dottor Werner -. Fornisce immagini fetali più nitide e chiare di quelle ecografiche e di quelle ottenute con la risonanza magnetica che vengono visualizzate su un display tradizionale. E i medici hanno la possibilità di accedere al caso clinico su cui stanno lavorando attraverso un'esperienza immersiva, potendo visualizzare l’intera struttura interna del feto in 3D, così da poterla analizzare meglio e poter condividere le informazioni morfologiche”.

 

Foto: © Andres Rodriguez - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 24/11/2016