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Longevità, vita mai così lunga. Donne battono uomini

L’aspettativa di vita degli esseri umani non è mai stata così lunga. Grazie alla medicina moderna, infatti, la durata della vita umana è cresciuta più nell’ultimo secolo che in milioni di anni. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Pnas da un team internazionale di ricercatori coordinato da Susan Alberts, docente di biologia presso la Duke University di Durham (Usa). Secondo gli esperti, resta tuttavia un problema irrisolto: non è ancora stato colmato il divario tra la longevità degli uomini e quella delle donne. Il gentil sesso vive più a lungo, sia che si tratti di esseri umani, sia se si fa riferimento ad altri primati. 

 

La ricerca è stata condotta sui dati anagrafici di oltre un milione di persone vissute in tutto il mondo dal 18° secolo fino a oggi. L’analisi ha incluso cittadini residenti in società post-industriali come la Svezia e il Giappone, persone nate in periodi pre-industriali e tribù moderne di cacciatori-raccoglitori. L’obiettivo era quello di confrontare l’attuale durata media della vita con quella precedente alla diffusione dei supermercati e della medicina moderna. I ricercatori, inoltre, hanno analizzato dati simili relativi ad altre sei specie di primati - lemuri, scimmie cappuccini, scimmie murichi, babbuini, scimpanzé e gorilla -, che sono stati seguite per un periodo compreso fra tre e cinque decadi. 

 

Al termine dell’indagine, è emerso che l’aspettattiva di vita del genere umano non è mai stata tanto estesa. Per esempio, negli ultimi 200 anni la speranza di vita in Svezia è passata da circa 35 anni a oltre 80. Ciò significa che un bambino svedese nato oggi può sperare di condurre un’esistenza lunga più del doppio rispetto a un bimbo nato nei primi anni del 19° secolo. Inoltre, l’analisi evidenzia che le popolazioni più longeve dei paesi industrializzati attualmente vivono circa 40-50 anni in più rispetto alle popolazioni tribali, come gli Hadza della Tanzania o gli Achè del Paraguay. La vita degli abitanti di queste comunità, inoltre, risulta solo 10 o 20 anni più lunga di quella di alcuni primati, come i murichi e gli scimpanzè. 

 

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Lo studio ha anche rilevato che, come avveniva in passato, la durata della vita degli uomini è tuttora inferiore a quella delle donne. Per esempio, una donna nata in Svezia nei primi anni del 1800 viveva in media tre o quattro anni in più rispetto ai suoi coetanei maschi. Duecento anni dopo, questa differenza si è ridotta di poco. E non è tutto: gli scienziati hanno scopoerto che anche fra gli altri primati, gli esemplari femmina vivono più a lungo dei maschi.

 

“Abbiamo compiuto maggiori progressi nel prolungare la durata della vita umana durante gli ultimi 100 anni, che nel corso di milioni di anni di storia evolutiva - osserva Alberts -. Ma c’è una cosa sconcertante. Se siamo in grado di rendere la vita così duratura, perché non riusciamo a ridurre il divario uomo-donna?”.

 

Secondo gli autori, l’origine di questa differenza potrebbe essere genetica. Ma potrebbe anche essere dovuta al fatto i maschi tendono maggiormente ad adottare comportamenti a rischio – e questo spiegherebbe perché gli uomini continuano a morire prima delle donne, anche se i decessi per malattie infettive e croniche sono diminuiti in entrambi i sessi. Riuscire a identificare il “colpevole” di questa situazione, concludono gli studiosi, potrebbe permettere di aiutare ad allineare la longevità maschile a quella femminile. 

 

Foto: © Hunor Kristo - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 24/11/2016

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