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Flora batterica, l'importanza dell'azoto assunto con l'alimentazione

Il rapporto tra proteine e carboidrati influenza la composizione del microbioma. I risultati di una nuova ricerca

La disponibilità di azoto a livello intestinale è la chiave per la regolazione delle interazioni tra la flora presente nell'intestino e l'organismo che lo ospita. A suggerirlo è uno studio pubblicato su Cell Metabolism da un gruppo di ricercatori guidato dagli esperti del Charles Perkins Centre di Sydney, in Australia.

 

“Ci sono molte strategie alimentari diverse che sostengono di promuovere la salute intestinale – spiega Ancrew Holmes, primo nome della ricerca – e fino ad oggi è stato difficile stabilire un chiaro nesso causale tra diversi tipi di dieta e i loro effetto sul microbioma dell'ospite”. L'argomento è però di sicuro interesse; l'equilibrio della flora batterica intestinale sembra infatti giocare un ruolo fondamentale in funzioni importanti come la digestione e la risposta immunitaria ed è stato associato a condizioni come l'obesità. Questa nuova ricerca lo ha affrontato studiando i topi, svelando che i batteri intestinali aumentano o diminuiscono a seconda del consumo di proteine e di carboidrati. Come spiega infatti Holmes, i batteri hanno bisogno soprattutto di carbonio e di azoto, e dato che i carboidrati non contengono quest'ultimo (presente invece nelle proteine) la risposta della flora batterica intestinale all'alimentazione dell'organismo che la ospita è fortemente influenzata dal rapporto tra proteine e carboidrati assunti.

 

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Secondo il modello messo a punto in base ai risultati di questa ricerca le diete ad elevato apporto di carboidrati riuscirebbero a supportare meglio le interazioni positive all'interno del micobioma, ma tali benefici dipenderebbero dalla quantità di proteine assunte. “Questa ricerca getta davvero le basi per la messa a punto di nuovi modelli impostando le regole di un modello generale del modo in cui l'alimentazione modella l'ecosistema intestinale – commenta Holmes – La spiegazione semplice è che quando mangiamo in un modo che favorisce la cooperazione tra di noi e i batteri riusciamo a garantirci un buon microbioma, ma quando mangiamo in un modo che non porta a cooperazione i batteri possono fare ciò che vogliono, e i guai sono dietro l'angolo”.

 

Foto: © nobeastsofierce - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 10/03/2017