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Colesterolo & Co: quali sono (e cosa fanno) i grassi nel sangue

Non tutto il colesterolo è uguale, e in circolo ci sono anche i trigliceridi. Ecco perché tenere sotto controllo i loro livelli

Le linee guida parlano chiaro: il colesterolo totale nel sangue non dovrebbe superare i 200 mg per decilitro. Quello cattivo non dovrebbe invece arrivare a 100 mg/dl, mentre quello buono non dovrebbe scendere al di sotto dei 40 mg/dl. Con i trigliceridi, invece, non si dovrebbero sorpassare i 150 mg/dl. Ma per quale motivo?

 

I livelli di grassi nel sangue sono un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Valori al di fuori della norma sono associati alla promozione della formazione delle placche aterosclerotiche, depositi localizzati nella parete delle arterie che possono ridurne l'elasticità, ostruirle e promuovere la trombosi. Ecco quali sono le loro caratteristiche e le loro funzioni.

 

Il colesterolo

 

Che sia prodotto dal fegato o introdotto con gli alimenti, il colesterolo non circola liberamente nel sangue, ma lo fa trasportato da molecole formate da grassi e proteine, le lipoproteine. E' proprio il tipo di lipoproteine da cui viene trasportato a rendere il colesterolo “buono” o “cattivo”.

 

Quest'ultimo è trasportato dalle lipoproteine a bassa densità (Lld, Low Density Lipoproteins), considerate potenzialmente pericolose per la salute perché se presenti in eccesso contribuiscono alla formazione delle placche aterosclerotiche e all'aumento del rischio di infarto, ictus e arteriopatie periferiche.

 

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Una particolare variante genetica delle Ldl è rappresentata dalla lipoproteina (Lp(a)). Livelli elevati di questa forma di colesterolo è un fattore di rischio per la comparsa precoce di depositi nella parete delle arterie. L'ipotesi attuale è che la Lp(a) interagisca con delle sostanze presenti nella parte e contribuisca alla formazione dei depositi.

 

Il colesterolo buono è invece trasportato dalle lipoproteine ad alta densità (Hdl, High Density Lipoproteins), che lo rimuovono dalle arterie trasportandolo al fegato, che provvederà alla sua eliminazione. Quando i suoi livelli sono elevati può diminuire il rischio di infarto e ictus, mentre quando sono bassi può aumentare il rischio di malattie cardiache.

 

I trigliceridi

 

Anche un eccesso di trigliceridi è associato all'aterosclerosi. Questi grassi, utilizzati dall'organismo come riserva energetica, possono raggiungere livelli troppo elevati a causa di problemi di sovrappeso o obesità, della mancanza di attività fisica, di un consumo eccessivo di alcol o perché si fuma. Oppure, a farli aumentare eccessivamente possono essere alcune malattie o condizioni genetiche.

 

Eccessi di trigliceridi non sono associati solo alle malattie cardiovascolari, ma anche al diabete. Spesso, inoltre, chi ha i trigliceridi alti ha anche troppo colesterolo totale e cattivo e poco colesterolo buono. I motivi per tenerli sotto controllo, insomma, non mancano.

 

Foto: © Sebastian Kaulitzki - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 30/03/2017