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Identificata la molecola che fa ringiovanire le cellule

La scoperta potrebbe favorire il progresso della medicina rigenerativa

Individuato il meccanismo che permette alle cellule adulte di ringiovanire: il merito sarebbe di una molecola che viene rilasciata in presenza di un danno ai tessuti. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Science dagli scienziati dello Spanish national cancer research centre di Madrid (Spagna).

 

Gli esperti sono giunti a questa conclusione dopo aver analizzato, per diversi anni, il processo di riprogrammazione cellulare identificato da Shinya Yamanaka, che per questa scoperta ha vinto il premio Nobel, aprendo la strada alla medicina rigenerativa. La scienziata ha sviluppato una tecnica basata sulla combinazione di quattro geni chiave definiti Oskm (dalle loro iniziali: Oct4, Sox2, Klf4 e Myc), che sono in grado di riportare le cellule adulte a uno stadio simil-embrionale. Questo consente loro di differenziarsi e di trasformarsi nei vari elementi che formano l’organismo umano. Tuttavia, questo processo presenta diverse limitazioni: è poco efficiente e aumenta il rischio di sviluppare un particolare tipo di tumore chiamato teratoma. Questi problemi rendono la riprogrammazione cellulare difficilmente compatibile con un potenziale uso clinico.

 

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Il team spagnolo ha scoperto che per indurre la riprogrammazione o la pluripotenza nelle cellule dei tessuti adulti, i geni individuati da Yamanaka necessitano del supporto di una molecola pro-infiammatoria, chiamata l'interleuchina-6 (Il-6). Questa sostanza avrebbe, infatti, la capacità di mediare la relazione esistente tra danno e riprogrammazione cellulare. Senza di essa, quindi, l’azione dei geni Oskm risulta molto meno efficace. Nello specifico, i ricercatori hanno scoperto che la riprogrammazione cellulare dipende dal verificarsi di una sequenza di eventi: l'espressione dei geni Oskm provoca un danno alle cellule, queste iniziano a secernere Il-6 e la presenza di questa molecola induce la riprogrammazione di alcune cellule vicine, che tornano a essere giovani.

 

Gli scienziati sono attualmente impegnati a sviluppare alcuni approcci farmacologici capaci di migliorare l'efficienza della riprogrammazione. Queste sostanze potrebbero, a loro avviso, favorire anche la rigenerazione dei tessuti danneggiati in assenza dei geni Oskm. Gli esperti sottolineano, infatti, che incrementare la capacità di riparazione dei tessuti potrebbe avere rilevanti implicazioni per la medicina rigenerativa e potrebbe migliorare il trattamento di molti processi degenerativi legati all'invecchiamento.

 

 Foto: © vitstudio - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 03/03/2017