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Longevità, chi partorisce dopo i 33 anni vive più a lungo

Individuata un’associazione tra l’età dell’ultimo parto e la lunghezza dei telomeri

Le donne che partoriscono dopo i 33 anni potrebbero vivere più a lungo di quelle che mettono al mondo l’ultimo bimbo prima dei 29 anni. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Menopause dai ricercatori della North american menopause society (Nams), secondo cui l’età in cui si dà alla luce l’ultimo figlio potrebbe fornire un indizio sulla longevità delle donne

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno esaminato i dati raccolti dal Long life family study (Llfs), un’indagine che ha analizzato la longevità di 387 donne basandosi sulla lunghezza dei telomeri delle loro cellule. I telomeri sono molecole situate nella parte terminale dei cromosomi, che proteggono dalla perdita del Dna durante la divisione cellulare. Le loro dimensioni rappresentano, quindi, un buon indicatore della longevità di una persona, perché diminuiscono con il passare degli anni. Pertanto, se la loro lunghezza rimane invariata, l’organismo resta giovane.

 

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Gli scienziati americani hanno scoperto che le dimensioni dei telomeri delle partecipanti che avevano partorito dopo i 33 anni, erano maggiori di quelle dei telomeri delle volontarie che avevano dato alla luce l’ultimo figlio prima dei 29 anni. “Dato che la longevità e la capacità di avere figli in età avanzata risultano associate a una maggiore lunghezza dei telomeri, lo studio suggerisce che mettere al mondo un bambino a un’età più elevata potrebbe rappresentare un indicatore di un invecchiamento sano - afferma JoAnn Pinkerton, Direttore esecutivo di Nams -. Tuttavia, è importante ricordare che spesso i fattori personali e sociali influenzano l’età in cui si resta incinta, e che questi fattori possono anche non avere una relazione con la capacità della donna di avere figli più avanti nel tempo, con la longevità o con la lunghezza dei telomeri”.

 

Foto: © Maksim Šmeljov - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 03/02/2017