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Farmaci, anche le confezioni aiutano a evitare sovradosaggi

Un design opportuno riduce gli errori di assunzione

Per ridurre il rischio di sovradosaggi potrebbe essere sufficiente modificare le confezioni dei farmaci. Il problema, particolarmente frequente fra la popolazione anziana, è stato analizzato in uno studio pubblicato sulla rivista Human Factors da un gruppo di esperti guidato da Tor Endestad, professore associato del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Oslo (Norvegia).

 

“Anche se esistono delle linee guida per la messa a punto delle confezioni dei farmaci, non assicurano che i pazienti ricevano sempre le stesse informazioni sul medicinale che assumono”, spiega Endestad. Ciò può portare a degli errori di assunzione e contribuire, così, al milione e mezzo di reazioni avverse ai farmaci registrato ogni anno nei soli Stati Uniti. Il problema sussiste anche in Italia, dove una ricerca conclusa nel 2012 dalla Società italiana di geriatria e gerontologia ha svelato come circa 3 milioni di anziani over 75 (il 50% circa) sbagli spesso terapia e dosaggio. “Siamo rimasti sorpresi dalla variabilità e dall'incoerenza delle informazioni sui farmaci presenti sulle confezioni dei medicinali”, spiega Endstand, che insieme ai suoi colleghi ha deciso di verificare se modificare il design delle confezioni potesse aiutare a ridurre gli errori di assunzione.

 

Per farlo gli esperti hanno apportato piccole variazioni alle etichette dei farmaci, come evidenziare le informazioni sul medicinale su uno sfondo dal colore ad alto contrasto e collocarle in uno spazio dedicato sulla confezione. Le diverse confezioni sono state poi mostrate agli 84 partecipanti (tutti adulti di età compresa tra i 18 e gli 86 anni), cui è stato chiesto di dire entro 3 secondi se due confezioni contenessero lo stesso principio attivo. Ne è emerso che opportune modifiche possono aiutare gli utilizzatori a riconoscere il medicinale e a farlo più velocemente, riducendo la frequenza di errori del 32% fra i più giovani (facendola passare dal 41% all'8%) e del 52% fra gli anziani (dal 68% al 16%).

 

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La scoperta potrebbe essere particolarmente utile per ridurre i rischi corsi da quei pazienti che non accorgendosi che due confezioni diverse contengono uno stesso farmaco finiscono per assumerne una dose doppia. Come sottolinea infatti Endestad, “una semplice modificazione delle etichette delle confezioni dei medicinali che evidenzi il nome e il dosaggio del principio attivo su uno sfondo a contrasto elevato riduce la probabilità di errori da parte degli utilizzatori”.

 

Foto: © Robert Kneschke - Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 10/10/2017