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Sindrome di Diogene: cos’è e come si riconosce

È una patologia ancora poco nota, spesso associata alla solitudine

La sindrome di Diogene (nota anche come “sindrome dello squallore senile”) è un disturbo comportamentale che colpisce soprattutto le persone anziane che vivono isolate. Può interessare gli uomini o le donne di ogni età e status socio-economico, ma generalmente viene sviluppata soprattutto dagli individui dotati di un'intelligenza superiore alla media, che hanno un’età superiore a 60 anni e vivono da soli.

 

Tipologie - Esistono due forme di sindrome di Diogene: primaria e secondaria. Nel primo caso il disturbo non risulta associato ad altre malattie, mentre la forma secondaria rappresenta il risultato di altri disturbi mentali.

 

Sintomi – La malattia può assumere diversi aspetti, ma alcuni sintomi sono presenti in quasi tutti i casi. Si tratta di: scarsa igiene personale, diffidenza nei confronti degli sconosciuti, paranoia, tendenze ossessivo-compulsive, disposofobia, tendenza a vivere in ambienti insalubri, cattiva alimentazione,  riluttanza ad accettare aiuti esterni, paura o diffidenza nei confronti di medici e ospedali, ostilità e aggressività nei confronti degli altri, tendenza ad avere un concetto distorto della realtà, disturbi cutanei dovuti all’inadeguata pulizia personale. 

 

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Cause – La sindrome di Diogene non è stata studiata in modo approfondito, per cui le sue origini non sono del tutto chiare. Secondo gli esperti, se non risulta associata ad altre patologie, potrebbe essere causata da un evento traumatico o stressante, come la morte di una persona cara. Inoltre, dato che finora le conoscenze scientifiche sulla malattia a disposizione sono ancora poche, risultano scarse anche le informazioni sulle conseguenze fisiche, mentali e sociali del disturbo. Tuttavia, gli esperti ritengono che la sindrome potrebbe aumentare il rischio di morte prematura.

 

Diagnosi – Non esiste una procedura diagnostica ufficiale per individuare la sindrome di Diogene. Per riconoscerla, alcuni esperti raccomandano di ricostruire la storia medica e psicologica del paziente, di eseguire un esame fisico, le analisi del sangue e testare la funzionalità degli organi, per poter inquadrare le condizioni fisiche del paziente ed elaborare una terapia in grado di aiutarlo a stare meglio. Altri medici ritengono opportuno sottoporre il paziente a tecniche diagnostiche di imaging per escludere la presenza di altre condizioni che potrebbero causare sintomi simili. Infine, altri esperti sottolineano la necessità di concentrarsi sulla personalità del malato, per far luce sulla causa principale della sindrome.

 

Terapie – Non è stata ancora individuata un’opzione terapeutica specifica per la cura della sindrome di Diogene. Tuttavia, alcuni medicinali impiegati per la cura di altre disturbi potrebbero ridurne i sintomi, come la paranoia o i disturbi maniacali. Gli esperti ritengono che associare le terapie farmacologiche all’assistenza psicologica potrebbe aiutare il paziente a stare meglio, soprattutto se queste misure vengono accompagnate da altri trattamenti di supporto, come i servizi di assistenza domiciliare di pulizia e di cura personale, che potrebbero servire a diminuire la gravità dei sintomi.

 

Foto: © De Visu - Fotolia.com

di n.c.
Pubblicato il 22/12/2016