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Malaria, l'Oms avverte: 'Necessari più investimenti'

A far emergere la necessità sono i dati del rapporto annuale sulla malattia

La lotta contro la malaria richiede sia nuovi investimenti da parte delle nazioni ancora colpite dalla malattia che finanziamenti internazionali. A sottolinearlo alla luce dei dati raccolti nel rapporto annuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sui progressi globali nella battaglia contro questa patologia è Pedro Alonso, direttore del programma globale contro la malaria dell’Oms, secondo cui “stiamo certamente vedendo dei progressi. Ma il mondo ha ancora difficoltà a raggiungere i livelli elevati di copertura del programma [contro la malaria] necessari per sconfiggere questa malattia”.

 

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Secondo il rapporto tra il 2000 e il 2010 si è assistito ad un rapido aumento dei fondi destinati alla lotta contro questa malattia. I benefici non sono mancati; basta pensare che negli ultimi 15 anni i decessi per malaria registrati in Africa sono diminuiti del 62%. Tuttavia, sussistono ancora forti differenze tra i progressi compiuti in nazioni differenti, meno significativi nei paesi più poveri. Ad ostacolarli sono stati sia la fragilità dei sistemi sanitari che la carenza di fondi, che dal 2010 ad oggi non sono più aumentati; nel 2015 si sono infatti fermati nuovamente a 2,9 miliardi di dollari, all’incirca la stessa quota investita globalmente nel 2010.

 

In questo quadro, nel mondo ogni due minuti c’è ancora un bambino che muore a causa della malaria. Gli esperti stimano che per progredire nella battaglia contro questa malattia saranno necessari investimenti per 3,8 miliardi di dollari nel solo 2016, con un ulteriore aumento a 6,4 miliardi per il 2020. Attualmente, spiega l’Oms, i principali finanziatori internazionali sono gli Stati Uniti (da cui è provenuto il 35% circa degli investimenti per il 2015) e il Regno Unito (con un più limitato 16% dei finanziamenti globali). “Se si vogliono raggiungere gli obiettivi globali - conclude l’Organizzazione - dovranno aumentare significativamente sia i finanziamenti da fonti interne che quelli da fonti internazionali”.

 

Foto: © claffra - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 14/02/2017