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Dolore articolare, ne soffre il 50% degli over 50

Le principali cause sono artrosi e artrite

Oltre il 50% della popolazione di età superiore ai 50 anni soffre di dolori articolari. Lo evidenzia la Federazione europea per il trattamento del dolore (Efic), secondo cui la diffusione di questa condizione, che a lungo andare potrebbe diventare invalidante, è in costante crescita, soprattutto tra gli anziani. Le principali cause del dolore articolare sono alcune patologie comuni, di natura degenerativa (come l’artrosi) o infiammatoria (come le varie forme di artrite). Il gentil sesso risulta più colpito da questi disturbi: la prevalenza di artrite/artrosi è, infatti, pari al 22% nelle donne e al 12% negli uomini. 

 

“L’artrosi sintomatica è una malattia che colpisce circa il 15% della popolazione adulta ma, oltre i 60 anni, si comincia a superare il 25-30% - spiega Leonardo Punzi, Direttore Cattedra e Unità operativa complessa di Reumatologia, Dipartimento di Medicina Dimed dell’Università di Padova, -. Le sedi più colpite sono le ginocchia, l’anca e le mani. Nonostante sia sottostimata, l’artrosi è anche la causa più frequente di ospedalizzazione nei reparti di ortopedia per interventi di artroprotesi. Le diverse forme di artriti interessano in Italia circa il 3% dei soggetti sopra i 18 anni; tra queste, la gotta, provocata dalla presenza di cristalli di acido urico nelle articolazioni, rappresenta la più comune malattia infiammatoria articolare, con una prevalenza dell’1-2%”.

 

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L’esperto spiega che non è ancora stato individuato un trattamento capace di curare definitivamente le malattie articolari. Tuttavia, ci sono alcuni farmaci che possono alleviarne i sintomi. “Per quanto riguarda l’artrosi, purtroppo non c’è cura che possa arrestarne la progressione e quindi si ricorre ai farmaci sintomatici - prosegue Punzi -. Qui il primo analgesico di riferimento per efficacia e tollerabilità, in base anche alle indicazioni fornite dalle Linee Guida Eular, è il paracetamolo. Se il paziente non risponde a questa terapia, si passa ai Fans che però non sempre si possono prescrivere. Bisogna tener conto, infatti, che il 15% degli anziani assume anticoagulanti. Somministrare un antinfiammatorio a questi soggetti fragili significherebbe aumentare il rischio di sanguinamento, per cui è preferibile passare agli oppioidi deboli, come la codeina, che possono essere utilizzati in associazione al paracetamolo a dosi più basse”.

 

Foto: © underdogstudios - Fotolia

di redazione
Pubblicato il 20/01/2017