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Oms, vaccino-Ebola efficace fino al 100%

I ricercatori sostengono che se la malattia dovesse tornare, la popolazione non sarà più indifesa

Il vaccino anti-Ebola di origine canadese, chiamato rVSV-ZEBOV, potrebbe raggiungere un’efficacia pari al 100%. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista The Lancet da un gruppo di ricerca internazionale diretto dall’'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), dal Ministero della Salute della Guinea (Africa) e da altri partner provenienti da tutto il mondo. 

 

La sperimentazione è stata condotta nel 2015 in Guinea e ha coinvolto 11.841 persone. I risultati dimostrano che il farmaco è stato in grado di offrire un'elevata protezione contro la malattia. Nello specifico, non è stato registrato nessun caso di Ebola tra i 5.837 individui che hanno ricevuto il vaccino. Invece, tra le persone alle quali non è stato somministrato, 23 hanno contratto la patologia. Ma non è tutto: lo studio ha anche dimostrato che a beneficiare degli effetti del medicinale sono stati anche gli individui non vaccinati, che vivevano in contatto con i soggetti che avevano ricevuto la vaccinazione. Il farmaco li avrebbe indirettamente protetti dall’Ebola, perché avrebbe ridotto le possibilità di esposizione al virus. Tuttavia, dato che la ricerca non è stata progettata per misurare questo effetto, gli esperti ritengono che occorrano ulteriori studi per confermare la validità di questo risultato.

 

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In generale, secondo i ricercatori, il vaccino potrebbe essere efficace fino al 100%. Hanno, infatti, calcolato che nel caso di un'epidemia di grandi proporzioni, esiste la probabilità del 90% che il farmaco risulti efficace in più dell'80% dei casi. Pertanto, se la malattia dovesse ripresentarsi, la popolazione potrebbe essere maggiormente preparata ad affrontarla. “Anche se questi risultati arrivano troppo tardi per coloro che hanno perso la vita durante l'epidemia di Ebola che ha colpito l'Africa occidentale – spiega Marie-Paule Kieny, Vicedirettore Generale dell’area ‘Health Systems and Innovation’ dell’Oms e principale autore dello studio -, dimostrano che quando la malattia tornerà a colpire, le persone non saranno più prive di difese”.

 

Foto: © stockWERK - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 27/12/2016