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Emicrania oftalmica o con aura? I sintomi e i farmaci da assumere

Ecco come distinguerle

Flash o scintillii nel campo visivo, macchie scure o perdita parziale della vista, cecità temporanea: sono questi i possibili sintomi dell'emicrania oftalmica, un problema che colpisce un solo occhio e che in rari casi può danneggiare la retina o i vasi sanguigni dello stesso occhio. A soffrirne è circa 1 vittima di emicrania ogni 200 – in genere donna, di massimo 40 anni, con casi di emicrania in famiglia e affetta da problemi come l'aterosclerosi, il lupus eritematoso sistemico o l'anemia falciforme. Affrontarla in modo adeguato ed evitare i suoi fattori scatenanti aiuta a ridurre il rischio di complicanze. Per questo è importante non confonderla con altre forme di emicrania, in particolare quella con aura.

 

Infatti quest'ultima può coinvolgere anche la vista, ma è un disturbo diverso rispetto all'emicrania oftalmica. I sintomi visivi, se presenti, sono di breve durata e colpiscono entrambi gli occhi, mentre l'emicrania oftalmica coinvolge un solo occhio. Anche il mal di testa che può accompagnare l'emicrania oftalmica colpisce solo un lato del cranio; il dolore – che compare entro un'ora dai problemi alla vista – è in genere pulsante o palpitante, la sua intensità è grave-moderata, può aggravarsi camminando o salendo dei gradini e può essere associato a nausea, vomito e aumento della sensibilità a luce o suoni. L'emicrania con aura può invece essere associata ad altri sintomi, come la sensazione di intorpidimento.

 

In genere l'emicrania oftalmica dura da 4 a 72 ore. Alla sua base c'è una riduzione della circolazione del sangue causata dall'improvviso restringimento dei vasi sanguigni associati all'occhio. Piegamenti, disidratazione, caldo eccessivo, altitudini elevate, fumo, stress, pressione alta, ipoglicemia o l'assunzione della pillola anticoncezionale possono infatti compromettere temporaneamente il flusso del sangue, ma quando la circolazione torna nella norma anche i sintomi visivi si risolvono. Nel frattempo è importante escludere che alla sua base ci siano gravi problemi agli occhi, le conseguenze di un ictus o quelle di un trauma cranico. Una volta accertata la diagnosi, può invece essere affrontata con opportuni farmaci. In particolare, a seconda dei casi il medico potrebbe prescrivere trattamenti antidolorifici a base di antinfiammatori non steroidei (i Fans, come l'aspirina o l'ibuprofene), ergotamina o triptani (principi attivi vasocostrittori), beta-bloccanti o calcio antagonisti (che invece rilassano i vasi sanguigni nel cervello), oppure antiemetici per prevenire nausea e vomito. Anche antidepressivi e anticonvulsivanti possono aiutare a prevenire l'emicrania. Il medico sceglierà se prescriverli sia in base alla frequenza degli attacchi di emicrania oftalmica che all'età del paziente; seguire le sue indicazioni aiuta ad affrontare il problema nel modo migliore possibile.

 

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Foto: © Minerva Studio - Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 01/02/2017