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Sistema visivo, ecco come si sviluppa nei neonati

Per formarsi correttamente, il flusso dorsale necessita di luce

Le prime esperienze di “messa a fuoco” di oggetti e persone sono fondamentali per il corretto sviluppo dell’apparato visivo nei neonati. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience dagli scienziati della University of North Carolina School of Medicine di Chapel Hill (Usa), secondo cui se il processo di formazione del sistema visivo non si svolge in modo adeguato, la vista potrebbe restare compromessa anche in età adulta.

 

"Se si vuole comprendere come funziona una radio, un buon modo per iniziare potrebbe essere quello di osservare qualcuno che la sta assemblando – osserva Spencer L. Smith, che ha coordinato la ricerca -. Questo è più o meno quello che stiamo facendo. Stiamo utilizzando i sistemi di imaging a disposizione per osservare il modo in cui la biologia costruisce il suo circuito di elaborazione visiva”.

 

Nel corso dell’indagine, gli autori hanno esaminato lo sviluppo di due elementi del sistema visivo: il flusso ventrale, chiamato anche “canale della percezione”, e il flusso dorsale, definito anche “canale dell’azione”, specializzato nella percezione del movimento. In particolare, hanno cercato di scoprire se le prime esperienze visive fossero importanti per il corretto sviluppo di questi flussi e quali modifiche neuronali intervenissero durante le prime fasi di formazione dell’apparato visivo. Per farlo, hanno allevato un gruppo di topi appena nati nella più completa oscurità per diverse settimane. Anche per nutrirli e curarli, hanno sempre indossato speciali occhiali per la visione notturna, in modo da potersi muovere al buio

 

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Successivamente, hanno analizzato il cervello dei roditori tramite tecniche di imaging e metodi chirurgici di precisione. Al termine dell’esame, hanno scoperto che il flusso ventrale si era sviluppato correttamente anche al buio, mentre quello dorsale non l’aveva fatto. Nello specifico, i neuroni presenti nella zona dorsale non si attivavano con la stessa intensità con cui lo facevano gli stessi neuroni presenti nei topi allevati in condizioni normali. "Mantenere i topi al buio ha ridotto in modo significativo l'ampiezza delle risposte visive a ciò che stavano vedendo nel flusso dorsale – prosegue l’esperto -. È interessante notare che anche dopo un periodo di recupero in normali condizioni di luce e buio, il deficit visivo al flusso dorsale persisteva”.

 

Secondo gli scienziati, questo fenomeno ricorda ciò che avviene negli esseri umani affetti da cataratta bilaterale, che si sottopongono tardi all’intervento per rimuoverla. "Non solo i topi hanno bisogno di fare esperienze visive per sviluppare correttamente il flusso dorsale, ma hanno bisogno di sperimentarle durante i primi giorni di vita per poter perfezionare lo sviluppo dei circuiti cerebrali - osserva Smith -. Se questo non avviene, il loro sistema visivo non si sviluppa in modo adeguato”.

 

I ricercatori osservano che lo studio potrebbe spiegare cosa succede nei flussi ventrale e dorsale dei neonati durante le prime fasi dello sviluppo della vista, quando cercano di dare un senso al mondo che li circonda. Inoltre, la scoperta potrebbe aiutare a far luce su alcuni disturbi visivi e favorire lo sviluppo di trattamenti innovativi.

 

Foto: © abhijith3747 - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 28/03/2017