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Hiv, ecco perché la trasmissione del virus ha successo

Il virus ha la capacità di resistere all’azione degli interferoni

La trasmissione dell’Hiv sarebbe dovuta alla capacità di alcuni esemplari del virus di resistere a due sostanze prodotte dal sistema immunitario. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista Pnas dai ricercatori statunitensi dell’Università della Pennsylvania di Philadelphia e del Duke University Medical Center di Durham. Secondo gli esperti, l’infezione ha successo nei casi in cui il virus è dotato di una caratteristica genetica che lo rende immune agli interferoni, una gruppo di proteine che vengono rilasciate dal sistema immunitario in presenza di agenti patogeni estranei, come virus, batteri, parassiti e cellule tumorali. 

 

Gli esperti spiegano che la trasmissione del virus dell’Hiv non avviene tutte le volte in cui si hanno rapporti sessuali non protetti con persone infette. Secondo alcuni studi, l’infezione si verifica solo in circa un caso su 1.000. Per scoprire quali sono i meccanismi che determinano il “successo” del contagio, gli scienziati hanno analizzato il comportamento di 300 esemplari di Hiv-1, all’interno delle mucose. In particolare, hanno focalizzato l’attenzione sui virus che riuscivano a trasmettere l’infezione. 

 

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Al termine dell’indagine, hanno scoperto che questi agenti patogeni sono più resistenti agli effetti antivirali di due tipi di interferone: l’IFN-alfa 2 e l’IFN-beta. In particolare, i ricercatori hanno calcolato che per ridurre del 50% le possibilità d’infezione, occorrerebbe rivolgere contro questi esemplari concentrazioni di IFNalpha2 più alte di otto volte e quantità di IFN-beta maggiori di 39 volte.

 

"Il corpo umano possiede notevoli barriere innate che combattono efficacemente le infezioni virali – osserva Beatrice H. Hahn, che ha coordinato la ricerca -. Conoscere le caratteristiche che conferiscono ai virus la capacità di trasmettere l’infezione nonostante tutte le barriere presenti nell’organismo umano, potrebbe favorire lo sviluppo di vaccini contro l'Hiv-1”.

 

Tuttavia, gli scienziati sottolineano la necessità di condurre ulteriori ricerche prima di poter sviluppare nuovi trattamenti. “Ancora non sappiamo quali proprietà genetiche rendano i virus dell’Hiv-1 resistenti all’interferone e il modo in cui funzionano – prosegue l’esperta -. Il passo successivo consisterà nell’analizzare questi meccanismi per definire nuovi possibili bersagli per la prevenzione e la cura dell'Aids”.

 

Foto: © Andrii Muzyka - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 12/01/2017

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