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Caffè, consumo regolare contrasta infiammazione cronica

Proteggendo dalle malattie associate all’invecchiamento, potrebbe aumentare la longevità

Il caffè potrebbe aiutare a combattere l'infiammazione cronica che spesso risulta associata all’invecchiamento. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine dai ricercatori della Stanford University School of Medicine di Stanford (Stati Uniti) e dell’Université Bordeaux 2 di Bordeaux Cedex (Francia), secondo cui il consumo regolare di caffeina potrebbe contrastare gli stati infiammatori e le malattie cardiovascolari legate all’età. Inoltre, potrebbe aiutare a vivere più a lungo. 

 

Nel corso della ricerca, gli scienziati hanno esaminato i dati raccolti dallo studio Stanford-Ellison cohort, che ha monitorato lo stato salute di 114 persone per 10 anni. L’indagine ha preso in considerazione, in particolare, le abitudini alimentari, i campioni di sangue e le analisi genetiche dei partecipanti. Al termine dell’analisi, il team francese-statunitense ha osservato che i livelli presenti nel flusso sanguigno di adenosina - uno degli elementi costitutivi del Dna - e dei suoi metaboliti possono innescare il processo infiammatorio, stimolando la produzione di una molecola infiammatoria nota come “interleuchina-1-beta” (IL-1β). Inoltre, ha scoperto che i soggetti più anziani generalmente presentavano un alto grado di attivazione dei geni che codificano l’IL-1β e tendevano a soffrire di pressione alta. Ma questo non accadeva agli individui che consumavano regolarmente il caffè e mostravano livelli ematici più elevati di caffeina: questi partecipanti possedevano valori significativamente più bassi di attivazione dell’adenosina e dei suoi metaboliti e, di conseguenza, livelli più bassi di IL- 1β.

 

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I risultati dell’indagine dimostrano, secondo gli esperti, che la caffeina sarebbe capace di bloccare l’attività dell’adenosina, facendo in modo che i valori di IL-1β nel sangue restino bassi. Questo processo contribuirebbe a prevenire l'infiammazione cronica associata all’invecchiamento, che può provocare lo sviluppo di ipertensione, alcuni tipi di cancro e Alzheimer. Anche se resta da stabilire il rapporto di causa-effetto esistente tra il consumo di caffeina e l’infiammazione, i ricercatori ritengono che i dati finora ottenuti siano “promettenti”. Pertanto, osservano che bere qualche tazzine di caffè ogni giorno potrebbe fare bene alla salute degli anziani, aiutandoli a vivere più a lungo.

 

Più del 90% di tutte le malattie non trasmissibili associate all’invecchiamento sono collegate all'infiammazione cronica – spiega David Furman, che ha diretto lo studio -. È anche noto che l'assunzione di caffeina è associata a una maggiore longevità. Molti studi hanno infatti riscontrato quest’associazione. Noi abbiamo trovato una possibile spiegazione per questo fenomeno”.

 

Foto: © umbertoleporini - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 23/01/2017