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Vitamina E, chi soffre di sindrome metabolica ne ha più bisogno

Un team di scienziati statunitensi ha realizzato una tecnica diagnostica più accurata nel rilevare la presenza della vitamina nei tessuti

Le persone affette da sindrome metabolica hanno un bisogno maggiore di vitamina E. Lo affermano, in uno studio pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition, gli scienziati statunitensi dell’Oregon State University di Corvallis e della Ohio State University di Columbus, diretti da  Maret G. Traber, che afferma: “La nostra ricerca dimostra che le persone affette da sindrome metabolica hanno bisogno di circa il 30-50% di vitamina E in più rispetto a quelle sane”.

 

La vitamina E, che ha proprietà antiossidanti, rappresenta uno dei micronutrienti più difficile da reperire attraverso la dieta. È, infatti, presente in quantità considerevoli nelle mandorle, nei germi di grano e in vari semi e oli vegetali, ma è reperibile soltanto in dosi limitate in alcuni vegetali, come spinaci e cavoli. Di conseguenza, spesso i suoi livelli risultano insufficienti. Gli scienziati evidenziano che il 92% degli uomini e il 96% delle donne che risiedono negli Stati Uniti non riescono ad assumere un adeguato apporto giornaliero di vitamina E attraverso l’alimentazione quotidiana.

 

Durante lo studio, gli esperti hanno esaminato i livelli di vitamina E presenti nel sangue e nei tessuti di alcune persone affette da sindrome metabolica e di altri individui sani. Per farlo, hanno utilizzato le analisi standard, generalmente impiegate per rilevare la presenza della sostanza nel sangue, e un metodo alternativo, che prevede la “marcatura” della vitamina con il deuterio, un isotopo stabile dell'idrogeno. Grazie a questa tecnica, sono riusciti a misurare la quantità del micronutriente che veniva eliminata dal corpo di ogni volontario. Quando, infatti, l’organismo non ha un bisogno ulteriore della vitamina, quella presente in dosi eccessive viene espulsa.

 

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L’indagine ha evidenziato che i partecipanti affetti da sindrome metabolica necessitavano del 30-50% di vitamina E in più rispetto alle persone che non avevano la malattia. Eppure, gli esami del sangue tradizionali evidenziavano che questi soggetti avevano all’incirca gli stessi livelli ematici della vitamina delle persone sane. Secondo gli studiosi, questo dimostra che le analisi standard potrebbero avere un livello di accuratezza limitato e risultare incapaci d’identificare eventuali carenze. Inoltre, a loro avviso, i risultati dello studio suggeriscono che le persone affette da sindrome metabolica possiedono livelli elevati di stress ossidativo e infiammatorio. Di conseguenza, richiedono dosi più elevate di antiossidanti, come appunto la vitamina E. 

 

“Abbiamo scoperto che i livelli di vitamina E spesso sembrano normali nel sangue, perché questo micronutriente è attratto dal colesterolo alto e grasso – spiega Traber -. Pertanto, la vitamina E può rimanere presente nel flusso sanguigno in dosi elevate, fornendo l'illusione che i suoi livelli siano adeguati, anche se risulta effettivamente carente nei tessuti. Ciò significa che i tradizionali esami del sangue diretti a rilevare la vitamina E, ora come ora risultano inutili”.

 

Foto: © Kirill Kedrinski - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 15/05/2018