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Freddo e malanni: chi è più a rischio

Bere liquidi caldi, non esporsi a forti escursioni termiche, seguire una dieta ricca ed equilibrata: sono solo alcuni dei consigli degli esperti per cercare di resistere alle basse temperature di questi giorni cercando di uscirne "vincitori" e senza troppi malanni. Le regole valgono per tutti, spiegano gli esperti, ma particolare attenzione a questi consigli dovrebbe essere prestata soprattutto dalle persone più a rischio malattia in questi giorni di freddo intenso: sono gli anziani, i malati - soprattutto quelli cronici - e i bambini - soprattutto quelli più  piccoli - le categorie considerate più fragili.
I nonni. Gli anziani sono particolarmente sensibili al freddo e alle basse temperature a causa della ridotta percezione del freddo e della diminuzione della risposta del sistema di termoregolazione corporea. Ai nonni che soffrono di disabilità fisiche e psichiche deve essere dedicata particolare attenzione perché non sono in grado di gestire correttamente il riscaldamento domestico e di adottare comportamenti adeguati in base alle esigenze.
I malati. Un rapido abbassamento delle temperature può peggiorare lo stato di salute delle persone che soffrono di malattie cardiovascolari, di patologie croniche a carico del sistema respiratorio e disturbi neurologici. Chi soffre di patologie respiratorie croniche dovrebbe evitare di esporsi all`aria gelida e alle intemperie, che possono scatenare crisi d`asma o broncospasmo. Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta ai malati di mente, che sono a rischio ipotermia poiché non manifestano il disagio dovuto alle basse temperature e non riescono a proteggersi in maniera adeguata.
I bambini. Soprattutto quando sono molto piccoli i bambini sono molto vulnerabili agli effetti delle basse temperature, perché il loro sistema di termoregolazione ancora non è del tutto "attivato": per questo motivo sono facilmente soggetti a ipotermia.
Ecco allora alcuni consigli del ministero della Salute: idratare il piccolo con regolarità; coprirlo con più strati di tessuti caldi e asciutti, al riparo dall`umidità, anche in condizioni ambientali che apparentemente non sembrano particolarmente rigide; fargli indossare sempre un cappellino, perché il 30% della perdita di calore avviene attraverso il capo; evitare, durante la stagione fredda, di utilizzare il marsupio per il trasporto dei neonati: la circolazione delle gambe risulta infatti rallentata dall`imbracatura, e la temperatura corporea può ridursi favorendo la comparsa di geloni.

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Pubblicato il 28/11/2008