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Stress: per gestirlo le donne ricorrono al cibo, gli uomini al sesso

Nei momenti difficili, le donne tendono a “buttarsi” sul cibo per alleviare la tensione, mentre gli uomini preferiscono ricorrere al sesso. Inoltre, le esponenti del gentil sesso sono maggiormente propense a parlare delle loro preoccupazioni, mentre i maschi sono più inclini a cercare consigli per risolvere i problemi che li affliggono. Lo sostiene uno studio presentato da un team di ricercatori britannici diretto da Louise Liddon, della Northumbria University di Newcastle upon Tyne, durante la conferenza annuale della British Psychological Society's Division of Clinical Psychology, che si è svolta a Liverpool (Regno Unito) dal 18 al 20 gennaio.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno esaminato il modo in cui 347 persone di entrambi i sessi tendevano a gestire lo stress. Al termine dell'indagine, hanno scoperto che maschi e femmine si comportano in modo differente: le donne cercano conforto nel cibo, mentre gli uomini nel sesso o nella pornografia. Inoltre, gli studiosi hanno chiesto ai partecipanti quale genere di terapia  vorrebbero ricevere se dovessero avere bisogno di aiuto. Anche in questo caso i volontari – la metà dei quali in passato aveva ricevuto una forma di trattamento psicologico – hanno risposto in modo diverso, in base al sesso a cui appartenevano.

 

È, infatti, emerso che le donne preferivano la psicoterapia psicodinamica, che induce il paziente a parlare dei propri sentimenti e a raccontare eventi passati. Gli uomini, invece, erano più favorevoli alla terapia di gruppo, che si focalizza sulla condivisione dei problemi e consente di ricevere consigli su come affrontarli. “Nonostante il fatto che il tasso maschile di suicidi sia più alto di tre o quattro volte rispetto a quello femminile, spesso gli uomini non cercano supporto psicologico – osserva il dottor John Barry, dell'University College di Londra, che ha preso parte allo studio -. Questo fenomeno potrebbe essere dovuto al fatto che i trattamenti disponibili sono meno attraenti per gli uomini, perché molti interventi psicologici sono più tesi a far parlare il paziente piuttosto che a cercare una possibile soluzione ai loro problemi”. 

 

“ È probabile che parlare dei propri sentimenti faccia bene agli uomini quanto alle donne, ma se discutere dei propri stati d'animo rappresenta l'obiettivo della terapia, alcuni uomini potrebbero restarne fuori – prosegue l'esperto -. Il nostro studio ha rilevato che gli uomini hanno maggiori probabilità delle donne di ritenere che vi sia la mancanza di terapie 'a misura di maschio'”.

 

Foto: © WavebreakmediaMicro - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 25/01/2017

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