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Piedi a rischio geloni: i consigli del podologo

Freddo, acqua, neve, soprattutto se il vento gelido li fa avvertire più intensamente, mettono a dura prova l`organismo. Le estremità come mani e piedi sono le più delicate e le più esposte.
Esposte al rischio-geloni, ad esempio, ovvero a lesioni che interessano soprattutto la pelle delle dita. Quali precauzioni bisogna tenere e chi deve preoccuparsi di più?
"All`adulto in buona salute che si prepara ad una gita in montagna o che per lavoro affronta le temperature gelide di questo periodo basta seguire semplici regole", spiega a Salute24 Mauro Montesi, docente del corso di laurea in Podologia all`Università La Sapienza di Roma e presidente dell`Aip, l`Associazione italiana podologi.
"In questi casi è necessario prima di tutto mantenere stabile la temperatura del piede, a valori normali, evitando sbalzi di temperatura repentini", prosegue l`esperto. Un errore che spesso si commette, per esempio, è quello di "togliersi le scarpe da passeggio e passare direttamente agli stivali da neve con indosso semplici calzini di cotone". Senza un abbigliamento adatto i geloni sono dietro l`angolo: nella fase leggera si manifestano con una sensazione di intorpidimento e prurito delle zone interessate, senza particolare dolore, mentre nella fase più acuta le parti colpite possono gonfiarsi, arrossarsi e coprirsi di vesciche. Allora bisogna subito consultare il proprio medico curante o uno specialista.
"Negli anziani, se ci sono già problemi circolatori o nei pazienti diabetici bisogna prestare molta più attenzione, perché la neuropatia può essere l`anticamera di un`ulcera, con complicazioni molto più gravi", sottolinea Montesi. Anche perché "in un soggetto neuropatico la sensazione del dolore può mancare". Quindi in caso di temperature basse un soggetto con una malattia cronica "deve assolutamente evitare il passaggio brusco dal caldo al freddo o, come spesso capita, di mettere piedi o mani vicino a un termosifone, pena il rischio che si formi un gelone". La reazione della cute agli sbalzi di calore "può essere molto seria, soprattutto in quelle parti del corpo, come le dita o la pianta del piede che sono più distanti dal cuore".
I rimedi per piedi sani anche col freddo più intenso? "Ci sono pomate che hanno un`azione vasodilatatrice locale - dice Montesi -. Dedicare cinque minuti ogni sera ad un massaggio dal basso verso l`alto serve a far stare meglio piedi e cuore". Un toccasana è il pediluvio, di tanto in tanto: "Potrà sembrare strano - spiega il podologo - ma un pediluvio con l`acqua di cottura della pasta è quanto di meglio per tonificare il piede grazie alle proprietà degli amidi rilasciati". Però attenzione: "I pazienti diabetici devono assolutamente evitarli - avverte - perché l`umidità aggrava le eventuali lesioni".
L`importante è sempre la cura e la prevenzione che "ben fatta sul territorio permetterebbe di ridurre i costi per il Servizio sanitario nazionale". Ma quando si deve ricorrere al podologo? "Non solo d`inverno", sottolinea Montesi. La persona anziana dovrebbe fare una visita ogni mese, "anche per individuare eventuali lesioni in atto che con o senza gelo possono causare un`ulcera", mentre i bambini dopo i tre anni dovrebbero essere portati a visita per verificare il corretto appoggio del piede. "Ma anche gli adolescenti che indossano continuamente scarpe di ginnastica - conclude lo specialista - vanno spesso soggetti ad unghie incarnite che possono rappresentare un focolaio di infezione".

di cosimo colasanto
Pubblicato il 28/11/2008