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Statine contro il cancro: studio svela l'efficacia

Combattere il cancro con i farmaci che abbassano il colesterolo: a suggerire le potenzialità di questa strategia è uno studio pubblicato su Nature Cell Biology da un gruppo di ricercatori coordinato da Tomoo Iwakuma, esperto del Centro Medico dell'Università del Kansas (Kansas City, Stati Uniti), secondo cui a dosi elevate le statine – le armi più utilizzate nella lotta contro il colesterolo alto – permetterebbero di degradare alcune delle forme mutate di una proteina associata a circa la metà delle forme tumorali umane.

 

La proteina in questione è p53. Considerata un vero e proprio guardiano del genoma, p53 regola la crescita e la morte delle cellule; quando è mutata questo meccanismo di regolazione viene meno e le cellule possono crescere senza controllo. Ad entrare in gioco è anche un'altra proteina, Dnaja1, che legandosi alle forme mutate di p53 impedisce alla cellula di sbarazzarsene attraverso i meccanismi cellulari che normalmente degradano le proteine dalla struttura anomala; le statine impediscono proprio questo legame, consentendo la degradazione di varianti di p53 altrimenti pericolose.

 

“Le forme mutate di p53 rendono le cellule tumorali più metastatiche e resistenti alla chemioterapia – spiega Iwakuma – Questo è uno dei motivi principali per cui sbarazzarsene, per migliorare la sopravvivenza dei pazienti”. Secondo l'esperto le statine potrebbero essere utilizzate in associazione alla chemioterapia, ma la scoperta apre la strada anche allo sviluppo di nuovi farmaci messi a punto specificamente per eliminare le forme di p53 anomale dal punto di vista strutturale. Il loro bersaglio potrebbe essere sia la stessa p53 che il suo scudo protettivo, Dnaja1.

 

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 10/02/2017

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