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Melanoma, tasso di mortalità destinato a scendere entro il 2050

Nel 2050 i tassi di mortalità per melanoma maligno dovrebbero diminuire rispetto ai livelli attuali. Tuttavia, il numero di persone che moriranno a causa della malattia potrebbe aumentare, a causa dell'invecchiamento della popolazione. Lo evidenzia uno studio presentato dai ricercatori dell'International Prevention Research Institute di Lione (Francia) durante l'“European Cancer Congress 2017”, la conferenza annuale dell'organizzazione europea Ecco - The European Cancer Organisation, che si è svolta dal 27 al 30 gennaio ad Amsterdam (Paesi Bassi). Secondo gli scienziati francesi, le previsioni potrebbero cambiare se fosse disponibile un trattamento efficace contro il tumore epidermico: in questo caso il numero di decessi provocato dalla malattia potrebbe ridursi in modo significativo.

 

Gli esperti evidenziano che le persone che corrono un rischio maggiore di morire a causa del melanoma sono quelle nate tra il 1900 e il 1960, quando gli effetti dannosi dei raggi ultravioletti (UV) non erano ancora conosciuti. Inoltre, in questo periodo gli operatori sanitari credevano nei benefici del sole e invitavano i pazienti a esporsi ai suoi raggi. “Queste convinzioni sono state alimentate dalla constatazione che l'esposizione alla luce del sole poteva guarire alcune infezioni della pelle e il rachitismo, e dalla scoperta della vitamina D – spiega Alice Koechlin, che ha diretto lo studio -. A quell'epoca era comune esporre i neonati e i bambini in età scolare ai raggi UV emessi da alcuni dispositivi commerciali e alla luce del sole di mezzogiorno, a pelle nuda. Questa usanza è venuta meno nel 1960, quando sono diventati disponibili trattamenti efficaci, come i vaccini e gli antibiotici, e la gente è diventata consapevole del fatto che l'esposizione al sole e le scottature durante l'infanzia rappresentano importanti fattori di rischio per lo sviluppo del cancro alla pelle in età avanzata”.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno utilizzato alcuni modelli statistici per stimare il numero di decessi per melanoma che potrebbero verificarsi in Australia, Stati Uniti e Svezia nel periodo compreso tra il 2014 e il 2050. L'analisi ha previsto due variabili: la prima si basa sul presupposto che non sarà disponibile alcun trattamento efficace contro il melanoma, mentre la seconda prevede la disponibilità globale, a partire dal 2015, di una terapia capace di determinare una riduzione dei dei decessi per il cancro epidermico pari al 25%.

 

Al termine dell'analisi, hanno dedotto che se non fosse disponibile un nuovo trattamento, in Australia nel 2050 il tasso di mortalità per melanoma dovrebbe essere due volte inferiore rispetto a quello registrato negli anni in cui è stato raggiunto il picco più elevato (2015 per gli uomini e 1990 per le donne). Negli Stati Uniti il tasso dovrebbe diminuire ancora di più, risultando da due volte e mezzo a tre volte inferiore rispetto agli anni di picco (2005 per gli uomini e 1995 per le donne). Infine, nel 2050 in Svezia il tasso dovrebbe essere una volta e mezza più basso di quello registrato nell'anno di picco, che è stato il 2010 per gli esponenti di entrambi i sessi. 

 

Tuttavia, gli scienziati osservano che a causa dell'invecchiamento della popolazione, il numero effettivo di morti per melanoma dovrebbe continuare ad aumentare fino al 2030-2035. Per esempio, il numero degli uomini australiani morti a causa di questa malattia dovrebbe passare da 1.007 del 2010 a 1.354 nel 2030, per poi scendere a 1.124 nel 2050. Il numero delle donne australiane decedute a causa del melanoma dovrebbe, invece, passare da 410 del 2010 a 570 nel 2030, per poi ridursi a 544 nel 2050.

 

La situazione cambierebbe se fosse disponibile un trattamento in grado di combattere il melanoma. “Con una terapia efficace, si verificherebbe un calo del numero dei morti per melanoma a partire dal 2030 - spiega Koechlin -. Nel 2050 il numero dei decessi per la malattia in Australia sarebbe uguale a quello del 2005: 846 fra gli uomini e 408 fra le donne. Negli Stati Uniti sarebbe simile a quello del 1990 per gli uomini (3.646 morti) e a quello del 1980 per le donne (1.876 decessi). In Svezia sarebbe uguale a quello del 2000: 231 decessi tra gli uomini e 174 tra le donne. Col passare del tempo, le morti per melanoma diventerebbero progressivamente più rare nelle persone di età inferiore ai 50 anni, e dopo il 2050 praticamente tutti i decessi per melanoma si verificherebbero nelle persone di età superiore ai 70 anni”.

 

Foto: © Rido - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 08/05/2017