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Le parole del cyberbullismo: come riconoscere i bulli on line

Ogni giorno un ragazzo italiano ne è vittima, e la situazione è talmente grave che il 10% delle persone che lo subiscono arriva a tentare il suicidio: stiamo parlando del cyberbullismo, la persecuzione che viaggia sul web e che secondo Telefono Azzurro non manca nemmeno nelle scuole del Bel Paese. Le istituzioni stanno già prendendo provvedimenti; il Senato della Repubblica ha infatti approvato un disegno di legge proprio in materia di cyberbullismo. Ma come affrontare il fenomeno nella quotidianità?

 

Alla base di una lotta efficace vi è l'informazione. Riconoscere le forme di cyberbullismo e la personalità tipica di chi lo esercita è infatti la chiave per arginare il fenomeno, tanto che esistono anche corsi di aggiornamento per la formazione continua in medicina dedicati proprio a questo tema.

 

I 5 segnali per riconoscere i bulli on line sono l'aggressività (in quanto modalità di relazionarsi con gli altri), l'impulsività associata all’incapacità di autocontrollo (riscontrabile nelle esperienze di prevaricazione sugli altri), la scarsa tolleranza nei confronti di frustrazioni e regole, la mancanza di empatia (che impedisce di capire i sentimenti e le emozioni di chi subisce i propri comportamenti) e la mancanza di sensi di colpa per le proprie azioni.

 

Per quanto riguarda, invece, le diverse forme di cyberbullismo, per identificarle è possibile affidarsi al glossario messo a punto da Stefano Lagona, psicologo, psicoterapeuta e responsabile scientifico di un corso per l'educazione continua in medicina dedicato proprio a questo tema. Ecco quali sono i termini da conoscere.

1. Flaming: è l'invio di messaggi on line violenti e volgari con l'obiettivo di suscitare liti e diverbi in un sistema informatico.

2. Harassment: sono le molestie sotto forma di invio continuo di messaggi volgari o insulti mirati a irritare e ferire psicologicamente la vittima.

3. Denigrazione: è l'invio di messaggi mirati a danneggiare la reputazione della vittima.

4. Impersonation: è la sostituzione di persona. Il molestatore non svela la propria identità ma si finge un'altra persona in modo da usare un profilo neutro e sferrare altri colpi o reperire informazioni.

5. Exposure: è la pubblicazione di informazioni private o imbarazzanti riguardanti la vittima, rivelazioni mirate a metterla in cattiva luce o a farla vergognare.

6. Trickery: è il meccanismo che mira a ottenere la fiducia di qualcuno con l’inganno per poi pubblicare o condividere con terzi le informazioni ottenute.

7. Esclusione: il molestatore emargina la vittima riuscendo ad escluderla da un gruppo on line.

8. Cyberstalking: è il fenomeno in cui il molestatore si avvale di aggressioni e denigrazioni minacciose ripetute per incutere paura nella vittima.

 

 

Foto: Pixabay

di red.
Pubblicato il 06/02/2017