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Bpco: 6 cose da saper sulla broncopneumopatia cronica ostruttiva

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) è una patologia dallo sviluppo progressivo caratterizzata dall’incapacità di eliminare l’aria dai polmoni e che quindi rende difficile la naturale operazione di respirare. In questa definizione ricadono sia la bronchite cronica che l’enfisema, la cui presenza può manifestarsi sia con la mancanza di fiato che con una tosse persistente associata alla produzione di muco e con infezioni toraciche.

 

Nel 2015 questi problemi sono stati responsabili del 5% di tutti i decessi nel mondo, per un totale di 3 milioni di vittime. Ecco 6 cose da sapere per contrastarli nel modo più efficace possibile.

 

1. La principale causa di Bpco è il fumo, ma in realtà non si tratta di una patologia esclusivamente legata al tabacco: tra il 10 e il 20% di chi ne soffre non ha mai fumato. Le oltre 7 mila sostanze nocive presenti nel fumo di sigaretta riducono però la capacità dei polmoni di difendersi dalle infezioni, e non solo; infatti queste tossine sono anche in grado di scatenare infiammazione, e con il passare del tempo l’irritazione porta al restringimento delle vie respiratorie, gonfiore dei passaggi per l’aria e distruzione degli alveoli, le strutture in cui avvengono i veri e propri scambi respiratori tra ossigeno presente nell’aria inspirata e anidride carbonica trasportata ai polmoni attraverso il sangue. Anche altri inquinanti presenti nell’aria sono, però, fattori di rischio per la Bpco; inoltre la malattia può comparire anche in assenza di esposizione a questi fattori di rischio ambientali.

 

2. La Bpco può avere anche cause genetiche. E’ il caso della forma associata alla carenza di alfa-1 antitripsina (Alpha-1 Antitrypsin deficiency, A1AD), una proteina prodotta dal fegato che esercita una funzione protettiva nei confronti dei polmoni. In caso di produzione insufficiente di alfa-1 antitripsina da parte del fegato è possibile una comparsa precoce non solo di problemi epatici ma anche di enfisema e Bpco. Tale situazione è l’unica in cui un fattore di rischio di tipo genetico è stato specificamente associato alla Bpco in forma di enfisema.

 

3. Esistono 5 stadi di Bpco, corrispondenti a gravità da lieve a molto grave. I sintomi che dovrebbero far allarmare sono una tosse persistente (soprattutto se associata a grandi quantità di muco), il fiato corto anche in occasione di attività semplici, infezioni respiratorie ricorrenti, respiro sibilante, sensione di oppressione al petto e, in alcuni casi, difficoltà a parlare, labbra o unghie blu-grigiastre e senso di confusione.

 

4. La diagnosi di Bpco può essere difficoltosa. Il principale test da svolgere è la spirometria; con lo spirometro è infatti possibile misurare quanta aria viene espirata e in quanto tempo.

 

5. Una diagnosi corretta è fondamentale per una terapia efficace. In alcuni casi può essere necessaria la somministrazione di ossigeno; in altri vengono prescritti medicinali, procedure e cambiamenti nello stile di vita che possono rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita. In generale, è bene iniziare i trattamenti il prima possibile per ridurre il rischio di complicanze, e chi soffre di Bpco non dovrebbe fumare, dovrebbe evitare sostanze irritanti per il polmone (come fumo passivo, inquinanti e allergeni), garantirsi un’alimentazione sana e mantenersi fisicamente attivo (in particolare attraverso la cosiddetta riabilitazione respiratoria).

 

6. La Bpco aumenta il rischio di infezioni respiratorie (raffreddori, influenza e polmoniti, ad esempio). Ciò aumenta le difficoltà respiratorie e può danneggiare ulteriormente i tessuti polmonari. Inoltre fra le possibili complicanze della broncopneumopatia cronica ostruttiva è possibile annoverare malattie cardiache, ipertensione, diabete e depressione. Infine, la Bpco è associata a un aumento del rischio di tumore del polmone.

 

Foto: © CLIPAREA.com - Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 03/04/2017