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Bambini, farmaci più facili da ingerire con mais e proteine del latte

L'assunzione dei farmaci da parte dei bambini potrebbe essere facilitata dall'impiego del mais e delle proteine del latte per la realizzazione dei medicinali. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Molecular Pharmaceutics dai ricercatori della South Dakota State University di Brookings (Usa), secondo cui le nanoparticelle del cereale servirebbero a proteggere il principio attivo, mentre caseina e lattoferrina migliorerebbero il gusto e la consistenza delle medicine, rendendole più semplici da ingerire.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno utilizzato nanoparticelle – caratterizzate da un diametro inferiore di circa 500 volte rispetto a quello di un capello umano - costituite dalla zeina, una proteina presente nel mais, per incapsulare i farmaci pediatrici. Successivamente, li hanno rivestito con uno strato composto da proteine del latte - come la caseina, la lattoferrina e la lattoglobulina -, per renderli più graditi ai bambini. Hanno così prodotto medicinali facili da ingerire e capaci di essere assorbiti dal tratto intestinale entro 24 ore.

 

“La nostra tecnologia di base è la stessa impiegata per la produzione degli altri farmaci, ma siamo riusciti a raffinarla e stiamo individuando nuovi modi per utilizzarla – spiega Omathanu Perumal, che ha coordinato la ricerca -. Sui bambini i farmaci producono effetti diversi rispetto a quelli esercitati sugli adulti. Pertanto, stiamo sviluppando formule personalizzate per i bambini che risultino sicure e possano essere adattate all'età del paziente”. 

 

I ricercatori affermano di voler utilizzare questo metodo innanzitutto per realizzare i farmaci antiretrovirali, che i bambini affetti da Hiv devono assumere per tutta la vita. La sperimentazione sui topi ha dimostrato che la nuova formulazione consente un assorbimento da due a quattro volte superiore rispetto a quella attualmente presente sul mercato. In secondo luogo, gli scienziati vogliono produrre medicinali per il trattamento del neuroblastoma, un tumore che colpisce i neonati e i bambini fino ai 10 anni. 

 

Gli esperti evidenziano, infine,  che ciò che funziona per i bambini potrebbe essere utile anche per i pazienti che hanno difficoltà di deglutizione, come gli anziani. Pertanto, una formulazione più semplice da inghiottire potrebbe essere impiegata anche per la realizzazione di farmaci rivolti ad altre fasce d'età. Tuttavia, gli autori sottolineano che la produzione di questi medicinali è nelle prime fasi di sviluppo, per cui ci vorranno ancora da 15 a 20 anni prima che possano raggiungere il mercato.

 

Foto: © Shawn Hempel - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 24/02/2017