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Più olio d'oliva: così la dieta mediterranea protegge il cuore a rischio

Per proteggere la salute di un cuore già esposto a rischi non trascurabili basta aggiungere un po’ di olio d’oliva in più agli ingredienti della dieta mediterranea. A suggerirlo è uno studio pubblicato su Circulation da un gruppo di ricercatori coordinato dall’esperta dell’Istituto di Ricerca Medica dell’Hospital del Mar di Barcellona Montserrat Fitó, secondo cui fra i benefici per la salute cardiovascolare associati a questo accorgimento sono più d’uno, “incluso far lavorare il nostro ‘colesterolo buono’ in modo più completo”.

 

Il colesterolo buono cui fa riferimento la ricercatrice corrisponde alle HDL, le particelle che trasportando il colesterolo dai tessuti verso il fegato ne promuovono l’eliminazione. “Le ricerche hanno dimostrato che le HDL non funzionano bene nelle persone ad elevato rischio di attacchi cardiaci, ictus e altri problemi cardiovascolari”, spiega Fitó. Questo nuovo studio, che ha coinvolto circa 300 pazienti ad elevato rischio cardiovascolare, ha però svelato che l’aggiunta di olio d’oliva vergine a una dieta di tipo mediterraneo può migliorare la funzionalità del colesterolo buono, già di per sé migliore in chi segue la dieta mediterranea. In particolare, il consumo di dosi extra di olio d’oliva è stato associato a una migliore capacità di trasportare il colesterolo verso il fegato, di proteggere il colesterolo cattivo dall’ossidazione che promuove la formazione delle placche aterosclerotiche e di far rilassare i vasi sanguigni in modo da migliorare il flusso del sangue.

 

Una dieta mediterranea arricchita con olio d’oliva vergine potrebbe quindi proteggere il cuore ancor più di quanto faccia la sua versione tradizionale.

 

Foto: © Liddy Hansdottir - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 15/02/2017

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