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Terapia al testosterone: vantaggi e svantaggi

Somministrare la terapia con testosterone agli anziani che presentano bassi livelli dell'ormone può determinare dei benefici, ma presenta anche dei rischi. Da una parte potrebbe rafforzare la densità ossea e contrastare l'anemia, ma dall'altra potrebbe aumentare le probabilità di sviluppare disturbi cardiovascolari. È quanto emerge da quattro studi pubblicati sulle riviste Jama Internal Medicine e Journal of the American Medical Association dagli scienziati di diversi atenei americani, che hanno ricevuto il supporto del National Institute on Aging (Nia), che fa parte del National Institutes of Health di Bethesda (Usa). Secondo gli esperti, il trattamento non avrebbe invece effetto sulle facoltà cognitive.

 

La ricerca ha coinvolto 790 uomini di età pari o superiore a 65 anni, che presentavano bassi livelli di testosterone. Gli autori li hanno suddivisi in due gruppi: il primo è stato incaricato di applicare ogni giorno sulla pelle una crema a base di testosterone, mentre il secondo un placebo. L'esperimento è durato un anno, e durante questo periodo i volontari sono stati tenuti sotto stretta osservazione. La concentrazione di testosterone nel loro siero ematico è stata misurata a distanza di uno, due, tre, sei, nove e 12 mesi dall'inizio dell'indagine. 

 

Nel primo studio è stato verificato l'effetto della terapia sull'anemia. All'inizio della ricerca 64 soggetti soffrivano di anemia dovuta a cause note e 62 da anemia dovuta a cause sconosciute. Dopo un anno di trattamento, il 54% degli uomini con anemia da cause ignote e il 52% di quelli affetti da anemia da cause note ha mostrato un incremento clinicamente significativo dei livelli dell'emoglobina. Nel gruppo di controllo – costituito dai volontari che avevano assunto il placebo -, questo miglioramento ha riguardato, rispettivamente, solo il 15% e il 12% dei malati. Secondo gli esperti, i risultati suggeriscono che la patologia potrebbe essere utile per il trattamento dell'anemia nei pazienti anziani.

 

Nel corso della seconda ricerca, gli autori hanno misurato la densità minerale ossea volumetrica (vbmd)  dell'anca e della colonna vertebrale dei volontari, all'inizio dell'esperimento e a distanza di 12 mesi. Al termine di questo periodo, hanno osservato che i partecipanti che avevano seguito il trattamento con il testosterone presentavano un aumento significativo della densità e della resistenza ossea, soprattutto nella colonna vertebrale, rispetto ai membri del gruppo di controllo. Gli esperti ritengono però che sarebbe necessaria un'indagine più ampia e duratura per determinare se questa terapia è anche in grado di ridurre il rischio di fratture.

 

Durante il terzo esperimento, gli scienziati valutato gli effetti del trattamento con testosterone sulla progressione delle placche coronariche non calcifiche, che rappresentano un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Dopo un anno, è emerso che il volume della placche è aumentato significativamente di più nel gruppo trattato con testosterone rispetto a quello di controllo. Di conseguenza, i risultati suggeriscono che la terapia potrebbe accrescere il rischio di cardiopatie. Tuttavia, i ricercatori fanno notare che l'esperimento è stato condotto solo su 170 uomini e che è necessario condurre uno studio più ampio per stabilire il significato clinico di questi risultati.

 

La quarta indagine, infine, ha cercato di determinare se il trattamento con il testosterone fosse in grado di migliorare le abilità cognitive degli uomini anziani che presentavano un lieve deterioramento della memoria associato all'età – un disturbo diverso dalla demenza. Fra i soggetti reclutati, 493 soffrivano di questo problema. Dopo un anno di trattamento, gli scienziati non hanno rilevato differenze significative tra i volontari che avevano ricevuto la crema con il testosterone e quelli che avevano utilizzato il placebo.

 

“I risultati ottenuti evidenziano i possibili compromessi tra i benefici e i rischi del trattamento con testosterone negli uomini anziani - osserva Evan Hadley, Direttore della Divisione di Geriatria e Gerontologia clinica del Nia -. Tuttavia, per chiarire gli effetti del testosterone su diversi aspetti clinici, come eventi cardiovascolari, fratture e disabilità, sarà necessario condurre studi di maggiori dimensioni. I risultati suggeriscono anche che le decisioni sull'eventualità di effettuare o meno il trattamento con testosterone devono essere personalizzate, e devono essere assunte dopo aver preso in considerazione il rapporto tra i rischi e i benefici che la terapia potrebbe arrecare al paziente”.

 

Foto: © photopitu - Fotolia.com 

di Nadia Comerci
Pubblicato il 02/03/2017

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