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Tumore al colon, test "protegge" per 17 anni

Uno studio britannico durato 17 anni, ha dimostrato che lo screening per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore del colon retto potrebbe ridurre del 35% il rischio di sviluppare il cancro intestinale. Lo sostengono i ricercatori dell'Imperial College di Londra (Regno Unito), secondo cui il ricorso all'esame diagnostico finora avrebbe consentito di prevenire l'insorgenza di più della metà delle neoplasie intestinali e avrebbe evitato due terzi dei decessi.

 

Nel corso dell'indagine, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet, gli autori hanno monitorato lo stato di salute di 170.432 individui, per un periodo di 17 anni. Durante questo lasso di tempo, 40.621 volontari si sono sottoposti, in diverse occasioni, agli screening per il tumore del colon retto. Al termine dell'esperimento, è emerso che il rischio di sviluppare il cancro intestinale era inferiore del 35% tra i soggetti che avevano eseguito l'esame. Inoltre, tra di loro l'incidenza della mortalità era più bassa del 40% rispetto a quella registrata tra i volontari che non avevano effettuato il test.

 

Gli scienziati spiegano che l'esame aiuta a prevenire il tumore del colon perché consente d'individuare i polipi che in diversi casi si formano sulla parete intestinale. Precisano che queste escrescenze, inizialmente innocue, con il tempo possono diventare cancerose. Di conseguenza, scoprirle precocemente consente di rimuoverle prima che divengano pericolose. “Sappiamo che il test per la diagnosi del tumore del colon retto offre enormi benefici alle persone anziane – spiega Wendy Atkin, che ha diretto lo studio -. Anche se nessun test diagnostico è perfetto, questo studio dimostra che lo0 screening intestinale è efficace nel ridurre le morti per cancro per almeno 17 anni”.

 

Foto: © Naeblys - Fotolia.com 

di Nadia Comerci
Pubblicato il 01/03/2017

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