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Note felici, ricordi felici: così la musica aiuta la memoria

Un motivo allegro e dal ritmo incalzante può innescare ricordi felici, mentre un brano lento e malinconico può richiamare alla mente eventi tristi. Lo evidenzia una ricerca pubblicata sulla rivista Memory & Cognition dagli studiosi della McGill University di Montreal (Canada), secondo cui l’intensità e il contenuto emotivo della musica sono in grado d’influenzare la memoria umana.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno chiesto a 48 persone di ascoltare 32 musiche per pianoforte, che erano state composte per l’occasione. Ciascuna melodia, che durava 30 secondi, faceva parte di uno dei seguenti gruppi di brani: “felici” (caratterizzati da un motivo allegro e un ritmo sostenuto), “tranquilli” (dotati di una valenza positiva e un ritmo lento), “tristi” (che presentavano un motivo malinconico e un ritmo lento) e “paurosi” (contraddistinti da una valenza negativa e un ritmo sostenuto). Durante l’ascolto, ai volontari è stato anche chiesto di ricordare eventi in cui erano stati coinvolti personalmente. Non appena sopraggiungeva un ricordo, i partecipanti dovevano premere un tasto del computer e scriverne un breve resoconto. Mentre questo avveniva, i ricercatori esaminavano il tempo necessario ai soggetti per ricordare un evento, quanto vivido fosse il ricordo e quali emozioni vi fossero associate. 

 

Al termine dell’esperimento, gli studiosi hanno scoperto che i ricordi dei volontari tornavano alla mente più rapidamente in risposta ai brani ritenuti “felici”. Inoltre, hanno rilevato l’esistenza di un’associazione  tra il genere di musica e il tipo di ricordi innescato dall’ascolto. In particolare, è emerso che i brani “felici” e quelli “tranquilli” riportavano alla mente eventi positivi, mentre le melodie classificate come “paurose” e “tristi” facevano ricordare avvenimenti negativi.

 

Foto: © Minerva Studio - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 13/03/2017

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