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Giornata Mondiale dell'Udito: per combattere l'ipoacusia bisogna agire precocemente

I disturbi dell’udito possono compromettere significativamente la qualità della vita dall’infanzia fino alla terza età. A sottolinearlo in occasione della Giornata Mondiale dell’Udito del 3 marzo 2017 è anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui agire contro la perdita dell’udito è un vero e proprio investimento per il futuro.

 

“La funzione uditiva svolge un ruolo centrale in tutto l’arco della vita delle persone e ignorare eventuali deficit può avere un grosso impatto a livello sociale e, dunque, economico”, spiega Carlo Antonio Leone, presidente della Società Italiana di Otorinolaringologia e Chirurgia Cervico-Facciale. Nei bambini è ad esempio fondamentale per imparare a parlare; eventuali difficoltà possono ridurre le capacità di attenzione e di concentrazione e causare difficoltà di lettura e di comprensione sia durante l’infanzia che nell’adolescenza, quando possono avere conseguenze negative sulle capacità di apprendimento, fortunatamente evitabili gestendo tempestivamente il problema.

 

L’ipoacusia può poi avere un impatto nella vita adulta, sul lavoro; secondo le stime le difficoltà uditive raddoppiano la probabilità di essere disoccupati, e non mancano i casi in cui portano al pensionamento anticipato. “Inoltre - aggiunge Leone - i deficit uditivi possono accelerare, in particolare nei soggetti anziani, il decadimento cognitivo ed aumentare il rischio di cadute”.  Nei casi più gravi la probabilità di declino cognitivo può aumentare anche di 5 volte; a questo rischio si aggiunge quello di isolamento e di depressione, due volte più elevato nel caso in cui non si senta bene.

 

Secondo l’esperto agire precocemente per ridurre l’impatto dell’ipoacusia è importante controllare l’udito sin dalla nascita. “I controlli audiologici periodici sono poi fondamentali non solo tra i più anziani, ma anche nella fascia d’età tra i 40 e i 65 anni, perché permettono di individuare e di correggere l’eventuale deficit prima che questo si aggravi”, spiega Leone, che ha collaborato con Amplifon alla messa a punto un piccolo vademecum (“Udito ben curato, futuro guadagnato”) per limitare l’impatto dell’ipoacusia trascurata. Ecco le 5 linee d’azione lungo le quali agire.

 

1. Usare gli screening uditivi alla nascita come prassi per riconoscere fin da subito un eventuale disturbo.

2. Diffondere iniziative di informazione e sensibilizzazione sul benessere uditivo nelle scuole italiane per educare i più giovani a proteggere il proprio udito.

3. Sottoporsi a un controllo audiologico almeno una volta all’anno.

4. Intervenire con la più opportuna soluzione uditiva, personalizzando l’apparecchio anche in caso di un’ipoacusia di medio grado.

5. Importanza di un servizio di qualità e di un approccio multidisciplinare al disturbo uditivo, perché l’ipoacusia può spesso associarsi ad altri problemi di salute come depressione, diabete, declino cognitivo e rischio di cadute.

 

Foto: © apops Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 03/03/2017

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