Logo salute24

Ottenuto il primo embrione artificiale: aiuterà a studiare le prime fasi della gravidanza

Un vero e proprio embrione artificiale, dotato di tutte le caratteristiche anatomiche della sua controparte naturale e in grado di svilupparle nel momento giusto: a ottenerlo per la prima volta è stato un gruppo di ricercatori dell’Università di Cambridge (Regno Unito) guidato dall’esperta del Dipartimento di Fisiologia, Sviluppo e Neuroscienze Magdalena Zernicka-Goetz. Le loro ricerche, pubblicate su Science, potrebbero aprire la strada a un nuovo approccio allo studio dello sviluppo embrionale che non richieda l’uso di embrioni generati dall’unione di un ovulo e di uno spermatozoo con cui spiegare, ad esempio, perché tante gravidanze non vadano a buon fine.

 

Zernicka-Goetz e colleghi hanno lavorato con due dei tre tipi di cellule staminali presenti negli embrioni. I loro esperimenti, effettuati con cellule di topo geneticamente modificate, hanno dimostrato che fornendo a queste staminali un’impalcatura su cui crescere è possibile ottenere un embrione simile a quello naturale. Per il momento, però, è improbabile che si riesca ad ottenere un feto da questa struttura, che non è in grado di generare una placenta funzionale e che per uno sviluppo completo avrebbe bisogno anche del terzo tipo di staminali presenti negli embrioni naturali.

 

 

Tuttavia, gli esperti ritengono che con embrioni artificiali di questo tipo sarà possibile studiare molti dei processi che si verificano nei primi 14 giorni di sviluppo dell’embrione. “Sapere in che modo procede normalmente lo sviluppo ci permetterà di capire perché vada male tanto spesso”, sottolinea Zernicka-Goetz. Ad oggi, infatti, si stima che a non andare a buon termine siano ben più di 2 gravidanze su 3.

di Silvia Soligon
Pubblicato il 03/03/2017

potrebbe interessarti anche: