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Tendenze in chirurgia estetica: largo al grasso

Se gli Stati Uniti sono terra che detta tendenze, è lecito aspettarsi un’impennata nella richiesta di interventi di chirurgia estetica mirati a rimodellare il corpo agendo sul grasso. A lasciarlo ipotizzare sono i dati che arrivano dall’American Society of  Plastic Surgeons (Asps), secondo cui i chirurghi usano sempre di più il grasso prelevato dai cosiddetti “punti critici” per rimodellare altre parti del corpo.

 

“I chirurghi plastici raccolgono il grasso indesiderato dei pazienti dal loro addome attraverso una liposuzione e poi lo iniettano per sollevare e ringiovanire altre aree come il volto, i glutei e anche il seno - spiega Debra Johnson, presidente dell’Asps - Dato che il materiale iniettato è il grasso dello stesso paziente in genere i risultati durano di più rispetto a quelli dei filler”. Negli States le procedure minimamente invasive che prevedono questo tipo di iniezioni sono aumentate del 13%; l’uso del grasso per aumentare il volume dei glutei e del seno è invece aumentato, rispettivamente, del 26% e del 72%. Accanto a queste si stanno facendo largo anche tecniche più nuove e non invasive per ridurre il grasso in eccesso e migliorare l’aspetto della pelle, come le iniezioni in zone specifiche, ad esempio sotto al mento (aumentate del 18%), le procedure che “congelano” il grasso senza richiedere l’uso del bisturi (aumentate del 5%) e le procedure per tendere la pelle che agiscono sul grasso e le aree cadenti (aumentate del 5%). Johnson, però, avverte: “Anche se non si tratta di chirurgia, i pazienti devono prendere sul serio queste procedure”. Per questo resta comunque fondamentale affidarsi alle mani di esperti certificati.

 

In generale, le procedure chirurgiche stanno aumentando ad una velocità leggermente superiore rispetto a quelle minimamente invasive (+4% rispetto a +3%). Tre delle cinque più gettonate (aumento del seno, liposuzione, rimodellamento del naso, interventi alle palpebre e lifting del viso) sono mirate al volto. In particolare, secondo le stime della Società nel 2016 si è assistito anche a un revival dei lifting del viso. “I pazienti sono attratti dai miglioramenti istantanei al volto - commenta Johnson - Anche se ci sono più opzioni che mai per ringiovanire il volto, un lifting fatto da un chirurgo plastico certificato può dare risultati notevoli e di lunga durata”. Fra le procedure minimamente invasive spiccano invece, nell’ordine, le iniezioni di tossina botulinica, i filler per rimodellare i tessuti molli, il peeling chimico, la rimozione dei peli con il laser e la microdermoabrasione.

 

All’orizzonte si intravedono però anche nuove tendenze, come il ricorso alla chirurgia estetica intima. “Un decennio fa i chirurghi plastici potevano vedere un paziente ogni 7-10 anni per procedure importanti come un lifting al volto o un’addominoplastica - osserva Johnson - Ora i pazienti intrattengono relazioni continue con il loro chirurgo plastico e si sentono più a loro agio a parlare di tutte le parti del loro corpo che potrebbero voler ringiovanire”. Parti intime incluse.

 

 

Foto: © Maksim Šmeljov - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 10/03/2017

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