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Andare a cavallo favorisce lo sviluppo cognitivo nei bambini

Durante l’infanzia, praticare l’equitazione potrebbe favorire lo sviluppo cognitivo. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Public Health dai ricercatori dell’Azabu University School of Veterinary Medicine di Sagamihara (Giappone) e della Tokyo University of Agriculture di Atsugi (Giappone). Secondo gli esperti, le vibrazioni prodotte dall’andatura del cavallo sarebbero in grado di provocare nell’uomo l’attivazione del sistema nervoso simpatico, stimolando l’apprendimento, la memoria e la capacità di problem-solving.

 

“Abbiamo voluto esaminare questi effetti perché gli studi precedenti hanno dimostrato i vantaggi per la salute fisica e mentale che derivano dall’andare a cavallo – spiega Mitsuaki Ohta, che ha coordinato la ricerca -, ma pochi hanno affrontato gli effetti dell’equitazione sui bambini e sui meccanismi sottostanti attraverso i quali influenza l'uomo”.

 

L’indagine è stata condotta sulle performance cognitive di 106 bambini (34 maschi e 72 femmine), dell’età di 10-12 anni. I piccoli partecipanti sono stati incaricati di risolvere alcuni quesiti aritmetici e di svolgere un test comportamentale chiamato “Go/No-go”, che valuta la capacità di rispondere in modo appropriato a precise situazioni, attraverso la messa in pratica di un'azione o dimostrando auto-controllo, per mezzo dell'impiego di domande computerizzate veloci. Dopo aver concluso l’esercizio, i volontari sono stati suddivisi in tre gruppi: i primi dovevano andare a cavallo, i secondi dovevano camminare, mentre i terzi sono stati incaricati di restare fermi. Infine, i bambini sono stati invitati a ripetere i test cognitivi, mentre gli scienziati ne hanno misurato la frequenza cardiaca in risposta ai movimenti creati dai cavalli e durante lo svolgimento dei quiz.

 

Al termine dell’esperimento, è emerso che i ragazzini che avevano fatto la passeggiata a cavallo erano diventati più bravi degli altri nello svolgimento de test “Go/No-go”. Non sono emerse, invece, differenze nel modo in cui tutti i partecipanti hanno eseguito gli esercizi matematici. Secondo gli autori, questi risultati potrebbe essere dovuti al fatto che il test comportamentale, a differenza di quello aritmetico, provoca un aumento della frequenza cardiaca. “I compiti previsti dal test Go/No-go potrebbero essere più difficili da svolgere rispetto ai problemi di aritmetica – spiega il dottor Ohta -. Pertanto potrebbero provocare una maggiore attivazione del sistema nervoso simpatico, dato che l’aumento della frequenza cardiaca è stato associato al miglioramento delle prestazioni nel test Go/No-go, ma non nei quesiti aritmetici”.

 

Ma in che modo andare a cavallo determina questi miglioramenti? “Una caratteristica importante delle passeggiate a cavallo è che producono accelerazioni tridimensionali – precisa l’esperto -. Il movimento del bacino del cavallo può provocare al corpo umano stimoli motori e sensoriali, per cui alcune delle differenze rilevate in questo studio tra le prestazioni dei bambini che sono andati a cavallo e quelle degli altri, potrebbero essere dovute a queste accelerazioni”. In particolare, secondo gli scienziati i miglioramenti ottenuti dai ragazzini che hanno praticato equitazione sarebbero dovuti alle vibrazioni prodotte dal movimento del cavallo, che avrebbero determinato l'attivazione del sistema nervoso simpatico. Questo meccanismo, a sua volta, avrebbe permesso di ottenere risultati migliori nel test comportamentale. I ricercatori concludono, pertanto, che andare a cavallo potrebbe stimolare lo sviluppo delle abilità cognitive nei bambini, favorendone l’apprendimento, le capacità mnemoniche e l’attitudine a risolvere i problemi.

 

Foto: Pixabay

di Nadia Comerci
Pubblicato il 08/03/2017

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