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Inquinamento, allerta Oms: ogni anno uccide 1,7 milioni di bambini

Aria sporca dentro e fuori casa, fumo passivo, rifiuti elettronici e sostanze che contaminano la catena di produzione del cibo: sono questi alcuni degli elementi che contribuiscono all’inquinamento ambientale mettendo in pericolo la salute dei bambini. A parlarne è l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), diffondendo la stima decisamente allarmante secondo cui ogni anno l’inquinamento dell'ambiente costa al pianeta la vita di 1,7 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni. Espressa in altri termini questa stima svela che più di un decesso su 4 fra quelli registrati in questa fascia d’età è attribuibile a un ambiente poco sano. Riducendo l’inquinamento ambientale si potrebbero evitare, ad esempio, una gran parte dei decessi per malaria. Migliorare la situazione aiuterebbe però anche a evitare problemi più vicini alla realtà italiana, riducendo il rischio che una volta adulti i bambini di oggi si ritrovino alle prese con malattie respiratorie croniche, problemi cardiovascolari e tumori.

 

Come ha sottolineato Margaret Chan, direttore generale dell’Oms, “un ambiente inquinato è un ambiente mortale, soprattutto per i bambini piccoli. Stanno sviluppando organi e sistema immunitario, e i [loro] corpi e le [loro] vie respiratorie, più piccoli, li rendono particolarmente vulnerabili ad aria e acqua sporche”. I problemi iniziano già nel ventre materno, quando l’esposizione a sostanze pericolose può aumentare il rischio di parto prematuro; e già prima di sedersi sui banchi di scuola i bambini esposti al fumo passivo e all’inquinamento atmosferico possono ritrovarsi alle prese con la polmonite e con un maggior rischio di diventare degli adulti asmatici o affetti da altri problemi respiratori cronici. Ad entrare in gioco sono anche i cambiamenti climatici, che con l’aumento delle temperature e delle concentrazioni di anidride carbonica favoriscono la proliferazione di pollini che possono scatenare reazioni di asma nella popolazione più giovane. In effetti, spiega l’Oms, “al momento nel mondo l’11-14% dei bambini di 5 anni o più grandi manifestano i sintomi dell’asma e secondo le stime il 44% di questi [casi] è associato all’esposizione ambientale. L’inquinamento dell’aria, il fumo passivo, e muffe e umidità negli ambienti interni aggravano l’asma nei bambini”.

 

Ma non finisce qui. Infatti i bambini sono esposti anche alle sostanze tossiche che possono finire nel cibo lungo la sua catena produttiva, come pesticidi e inquinanti organici. Persino l’esposizione al piombo, tutt’oggi presente in alcune vernici, rappresenta un problema da non sottovalutare. A tutto ciò si aggiungono i rischi derivanti dai nuovi inquinanti ambientali, come i rifiuti elettrici ed elettronici non correttamente riciclati. Nel 2018 la loro produzione sarà superiore del 19% rispetto a quella del 2014, con conseguenze deleterie per i bambini, che a causa del loro accumulo nell’ambiente si ritrovano sempre più esposti a tossine associate alla riduzione delle capacità intellettive, deficit di attenzione, danni ai polmoni e aumento del rischio di tumori.

 

Alla luce di questi dati, affrontare la situazione sembra essere imperativo. Come ha infatti sottolineato Maria Neira, direttore del Dipartimento di Salute Pubblica, Ambientale e Determinanti Sociali della Salute dell’Oms “un ambiente inquinato presenta un conto pesante alla salute dei nostri bambini. Investire nella rimozione dei rischi ambientali per la salute, ad esempio migliorando la qualità dell’acqua o utilizzando combustibili più puliti, porterà a massicci benefici per la salute”.

 

 

Foto: Pixabay

di Silvia Soligon
Pubblicato il 07/03/2017