Logo salute24

Lotta alla cistite: i sintomi e la terapia

La cistite è un problema molto diffuso fra le donne. Complice l’anatomia dell’apparato genitourinario femminile, per il gentil sesso è infatti più facile ritrovarsi alle prese con batteri che dall’uretra (il condotto attraverso cui l’urina viene convogliata verso l’esterno del corpo) risalgono verso la vescica, si attaccano alle sue pareti e l’infiammano. Ed è proprio questa la cistite: un’infezione della vescica causata da batteri.

 

Secondo alcune stime dal 20 al 30% delle donne soffrirebbe di questo problema almeno una volta all’anno. Le conseguenze possono essere molto fastidiose, a volte addirittura insopportabili. Il sintomo principale è un forte bruciore, ancora più intenso mentre si urina, che può trasformarsi in un vero e proprio dolore. Lo stimolo ad urinare può farsi frequente e pressante anche se, una volta in bagno, l’urina emessa è molto poca; e si può avere a che fare con fastidi alla parte bassa dell’addome anche quando non si è in bagno. A questi possono sommarsi altri sintomi: urina torbida, odori sgradevoli e sangue nelle urine; se, poi, l’infezione arriva a coinvolgere anche i reni ci si può ritrovare alle prese con febbre, forti dolori alla schiena, a un fianco o all’inguine, nausea o vomito.

 

Un esame delle urine può confermare sia la presenza di batteri che quella dell’infiammazione. Esiti alla mano è possibile passare alla prescrizione di un antibiotico; a volte, però, è meglio procedere prima con un’urinocoltura che permetta di verificare se il microbo responsabile dell’infezione è resistente al principio attivo che si vorrebbe somministrare. Questo esame è particolarmente indicato in caso di recidive; inoltre potrebbe essere prescritto anche quando l’antibiotico è già stato assunto ma la cistite sembra essere resistente alla terapia, oppure se sono presenti sintomi aggiuntivi rispetto a quelli tipicamente associati a questo tipo di infezioni. Inoltre l’urinocultura può essere raccomandata anche durante la gravidanza.

 

Risultati alla mano è possibile scegliere l’antibiotico più adatto per combattere il batterio che ha scatenato l’infezione. Spesso, però, i sintomi richiedono di intervenire prima di avere i mano i risultati dell’urinocultura; per questo ancora prima di sapere se il microbo è resistente a qualche principio attivo viene può essere prescritto un trattamento antibiotico in monodose, da ripetere, eventualmente, a 24 ore di distanza. In ogni caso il fai da te deve essere evitato: gli antibiotici sono da assumere solo dietro prescrizione medica.

 

Una volta risolta l’infezione acuta è bene fare di tutto per non ritrovarsi alle prese con delle recidive. La prevenzione passa prima di tutto dallo stile di vita: meglio mantenersi ben idratate, curare l’igiene intima e non utilizzare biancheria sintetica o troppo aderente. Anche il contraccettivo utilizzato potrebbe giocare un ruolo fondamentale: diaframma e creme spermicide sono associati a una maggiore frequenza di cistiti. Un aiuto potrebbe poi arrivare da alcuni rimedi naturali, come il cranberry e il D-mannosio, che sembrano aiutare a difendere le vie urinarie ostacolando l’adesione dei batteri alle loro pareti.

 

Foto: © Piotr Marcinski - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 17/03/2017