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Mercurio e salute: quali sono i rischi?

Tra sequestri di prodotti ittici contaminati e accuse ai vaccini che lo contengono, il mercurio finisce regolarmente sotto alla luce dei riflettori accessi dalle cronache. A preoccupare sono i suoi effetti sulla salute: questo metallo, naturalmente presente nella crosta terrestre, può infatti danneggiare il sistema nervoso, quello digerente e quello immunitario e mettere in pericolo polmoni, reni, pelle e occhi. Non tutto il mercurio, però, è ugualmente tossico. Non solo, gli effetti collaterali derivanti dall'esposizione a questo elemento variano a seconda del livello e della durata di esposizione, della via attraverso cui entra in contatto con l'organismo e dall'età alla quale si è esposti alla sua presenza.

 

A cercare di fare chiarezza sui reali pericoli associati a questo metallo è l'Organizzazione Mondiale della Sanità, che per prima cosa precisa: nell'ambiente il mercurio è presente in forme diverse. A preoccupare è, primo fra tutti, il metilmercurio, la forma che si può accumulare nei tessuti biologici. A produrlo sono i batteri, e ad accumularlo sono prima di tutto pesce e frutti di mare; proprio per questo i prodotti ittici sono sottoposti a controlli mirati a valutare i livelli di contaminazione: il consumo di pesce è una delle fonti di esposizione al mercurio più pericolose per la salute umana. E' questo il motivo per cui alle donne incinte viene raccomandato di non eccedere con il consumo di pesce che potrebbe contenere dosi significative di mercurio. E' infatti noto che il feto è più sensibile agli effetti di questo elemento, che potrebbe influenzare negativamente lo sviluppo del suo sistema nervoso. A pagarne le conseguenze possono essere le sue capacità di ragionamento, di memoria, di attenzione, di linguaggio e le sue abilità motorie e visive.

 

Il mercurio è però tossico anche nella sua forma elementare, e a correre rischi sono anche le persone (come alcuni lavoratori) che sono cronicamente esposte alla sua presenza. Per di più questo metallo non è pericoloso solo se viene ingerito, ma anche se viene inalato o se entra in contatto con pelle e mucose. Le conseguenze di un'esposizione cronica includono sintomi neurologici – come tremori, insonnia, perdite di memoria, effetti neuromuscolari, mal di testa e disfunzioni motorie e cognitive – problemi ai reni – come aumento della perdita di proteine con le urine e scompenso renale – e corrosione di pelle, occhi e tessuti del tratto digerente.

 

Per quanto riguarda invece i rischi associati all'esposizione al mercurio attraverso i vaccini e altri rimedi farmaceutici, l'Oms appare rassicurante: all'interno di questi prodotti non c'è né mercurio in forma elementare né metilmercurio, ma etilmercurio, una forma che viene rapidamente degradata e che non si accumula nell'organismo. Per di più le quantità di questa sostanza presenti nei prodotti farmaceutici sono molto limitate e i dati scientifici a disposizione non hanno associato il loro utilizzo ad alcun pericolo significativo.

 

Il mercurio, quindi, è un potenziale nemico da cui proteggersi, ma sembra che più che preoccuparsi per quello presente nei vaccini ci si debba occupare prima di tutto di ridurre l'esposizione derivante da altre fonti, come i processi industriali, gli inceneritori di rifiuti e la combustione domestica di carbone. Per questo l'Oms invita a preferire fonti di energia alternative rispetto al carbone, a smettere di utilizzare il mercurio nelle miniere e negli amalgami dentali e a smaltire correttamente i prodotti che lo contengono, che oltre a vaccini e farmaci includono alcuni cosmetici, le batterie, alcuni termometri e barometri e alcune lampadine.

 

 

Foto: Wikimedia Commons

di red.
Pubblicato il 30/03/2017

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