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Morbillo, nel 2017 + 230% di casi

Rispetto allo stesso periodo del 2016, dall'inizio del 2017 ad oggi è stato registrato un aumento dei casi di morbillo pari al 230%. A renderlo noto è il Ministero della Salute, che snocciola numeri chiari: 844 casi in tutto il 2016 e già più di 700 da gennaio 2017.

 

La fascia d'età più colpita è quella tra i 15 e i 39 anni e le regioni in cui è stata registrata la maggior parte dei casi sono il Piemonte, la Lombardia, la Toscana e il Lazio. Colpa, secondo lo stesso Ministero, soprattutto al calo delle vaccinazioni, rifiutate dai genitori nonostante la scienza porti a raccomandarle e nonostante le istituzioni si siano attivate per migliorare la copertura vaccinale. La vaccinazione contro il morbillo è infatti fra quelle fortemente raccomandate e gratuite, ma nel 2015 solo l'85,3% dei bambini di 2 anni è stato correttamente vaccinato; la copertura vaccinale più bassa è stata registrata nella Provincia Autonoma di Bolzano (68%) e anche quella più alta (il 92,3% della Lombardia) non raggiunge quel 95% che è considerato il valore soglia per bloccare la diffusione del virus del morbillo nella popolazione.

 

Il problema sarebbe quindi la presenza di gruppi di popolazione suscettibile al virus, non vaccinata o che non ha completato il ciclo vaccinale con la somministrazione di entrambe le dosi richieste per essere protetti dall'infezione. Per questo l'invito del Ministero – che non manca di ricordare che il morbillo può anche essere letale – è a promuovere ulteriormente la responsabilizzazione dei genitori e delle persone non immuni di tutte le età.

 

 

Foto: Wikimedia

di red.
Pubblicato il 17/03/2017