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Tumore al seno, scoperta proteina da cui dipende l'efficacia dei trattamenti

La risposta di un tumore al seno alle terapie utilizzate per aggredirlo dipende anche dalle sue caratteristiche genetiche. Oggi uno studio pubblicato su Nature da un gruppo di ricercatori coordinato da Paola Defilippi, esperta del Dipartimento di Biotecnologie Molecolari e Scienze della Salute dell'Università di Torino, svela un nuovo possibile marcatore che permette di valutare l’efficacia dei trattamenti: la proteina p140Cap.

 

Come spiegano Defilippi e colleghi, “il cancro al seno è uno dei tumori più comuni, con più di 1.300.000 casi e 450.000 decessi ogni anno in tutto il mondo”. Questa neoplasia può presentarsi in forme diverse, tra cui le cosiddette ERBB2 positive (corrispondenti al 20% circa dei casi) in cui il gene ERBB2 è duplicato più volte e, di conseguenza, la proteina da esso codificata è espressa in quantità eccessive. Ciò aumenta la proliferazione delle cellule tumorali, ne promuove la sopravvivenza e favorisce la loro capacità di formare delle metastasi.

 

D’altra parte, la proteina p140Cap si oppone a diverse caratteristiche negative del tumore. In questo nuovo studio gli scienziati hanno dimostrato che i pazienti in cui ERBB2 è amplificato l’espressione di p140Cap è associata a una probabilità significativamente ridotta di sviluppare una metastasi e una netta differenza nei tassi di sopravvivenza. Esperimenti condotti su topi hanno infatti dimostrato che p140Cap smorza la progressione dei tumori ERBB2 positivi, ne contrastano la comparsa e la crescita e riducono la formazione di metastasi.

 

Defilippi e colleghi hanno identificato anche alcuni dei meccanismi attraverso cui p140Cap si oppone agli effetti negativi di ERBB2. “I nostri risultati indicano un ruolo specifico per p140Cap nel tenere a freno l’aggressività dei tumori al seno con ERBB” amplificato”, concludono, sottolineando che “data la sua capacità di incidere su specifiche vie molecolari, p140Cap può rappresentare un marcatore predittivo della risposta a terapie mirate contro ERBB2”.

 

Foto: © Syda Productions - Fotolia.com

di s.s.
Pubblicato il 20/03/2017