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Passano gli anni? Si diventa più ottimisti

Con il passare degli anni, le persone tendono a diventare più ottimiste e ad apprezzare maggiormente la loro qualità di vita. Lo sostiene uno studio presentato durante il congresso dell'American Society of Aging “Aging in America Conference 2017”, che si è tenuto il 22 marzo a Chicago (Usa), dai ricercatori dell'organizzazione di ricerca indipendente Norc dell'Università di Chicago. Secondo gli autori, gli anziani avrebbero una maggiore tendenza a vedere il “lato positivo delle cose” rispetto ai giovani.

 

“La generazione più giovane è meno ottimista - afferma Zia Agha, che ha preso parte all'indagine -. Forse perché i giovani devono ancora acquisire la capacità di recupero e apprendere le abilità che li aiuteranno ad affrontare meglio le difficoltà”.

 

Nel corso della ricerca, gli esperti hanno intervistato 3.026 adulti di età pari o superiore a 30 anni. Il sondaggio era diretto a valutare il loro stato d'animo e le loro opinioni su diversi argomenti. Al termine dell'analisi, è emerso che la percezione dell'invecchiamento migliorava con il passare degli anni: il 66% dei settantenni era ottimista riguardo agli effetti della vecchiaia, mentre fra i trentenni la percentuale si fermava al 46%.

 

L'indagine ha rilevato che con l'età aumentavano anche i sentimenti di fiducia e la sensazione di sentirsi protetti in relazione alle proprie finanze. Questo trend era riscontrabile anche in relazione alla valutazione della propria qualità di vita: tra gli intervistati che avevano più di 70 anni, i due terzi hanno valutato la loro esistenza come “eccellente” o “molto buona”, mentre tra le persone di 30 e 40 anni lo ha fatto soltanto la metà. In generale, il giudizio migliorava a partire dalla decade compresa tra 50 e 60 anni. 

 

Il sondaggio ha evidenziato che il pessimismo sembra crescere fino alla mezz'età, per poi diminuire durante l'età avanzata. Gli scienziati hanno, infatti, osservato che i settantenni erano meno propensi a preoccuparsi per le loro condizioni di salute, per la perdita della memoria o per la possibilità di essere ricoverati in una casa di cura. Inoltre, erano meno inclini a credere che con la vecchiaia potessero perdere la considerazione delle altre persone o diventare un peso per le loro famiglie. Gli intervistati di età pari o superiore a 60 anni hanno anche avuto il timore più basso di perdere la propria indipendenza.

 

Secondo lo studio, gli anziani avevano meno probabilità di pensare che le persone in età avanzata ricevessero poco rispetto o venissero dimenticate. Inoltre, gli anziani erano meno propensi a ritenere che a 65 anni iniziasse la vecchiaia: mentre lo pensavano 4 trentenni su 10, a condividere questa opinione erano solo 2 settantenni su 10. I risultati dello studio, secondo i ricercatori, potrebbero dipendere dal fatto che le persone anziane riescono ad apprezzare alcuni aspetti della vita che da giovani si tende a trascurare, come la spiritualità e le relazioni interpersonali. Secondo gli esperti, dedicarsi a queste attività potrebbe rafforzare il benessere generale, anche in presenza di un declino fisico. 

 

Foto: © drubig-photo - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 24/03/2017